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Leggendo BiblioTECH di John Palfrey

21 agosto 2015

palfrey-bibliotech

Le riflessioni di un “feral”

Perchè leggere questo saggio di John Palfrey?
Intanto perchè è un testo brillante, appassionato, di taglio teorico e sguardo lungo.
Palfrey – già direttore di DPLA (Digital Public Library of America) non è un bibliotecario ma un esterno, un “feral” che ha occasione di lavorare nelle biblioteche mantenendo, come punto di forza secondo me, una prospettiva obliqua rispetto a miti e riti della biblioteconomia.

Le biblioteche in pericolo. Salviamole (da loro stesse)

La biblioteca è per l’autore un “safe space on a hot day“, un luogo “terzo” accogliente per tutti ma anche un luogo seriamente in pericolo.
La consapevolezza del pericolo che le biblioteche stanno correndo, in un ecosistema informativo in radicale trasformazione dominato dalle grandi corporation for-profit (Google e Amazon), non spinge l’autore a una retorica difensiva anzi. Le pagine a mio avviso più efficaci del libro sono quelle in cui viene preso di petto il tema della nostalgia, ovvero dei danni gravi che biblioteche provocano a loro stesse evocando, in un periodo in cui tutto cambia, la nostalgia dell’idea archetipica di biblioteca.

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I Mooc e le biblioteche (due commenti a margine di un articolo)

12 gennaio 2014

logo JLIS

Cosa sono i MOOC? Cosa c’entrano con le biblioteche?
Ho avuto l’opportunità di pubblicare su JLIS (Rivista italiana di biblioteconomia e scienza dell’informazione) un contributo sui MOOC in cui cerco di fare il punto su come le biblioteche accademiche possono essere presenti e incidere su questa peculiare modalità formativa accademica digitale di massa. MOOC significa Massive open online courses, cioè corsi online massivi (frequentati da più persone simultaneamente), gestiti completamente online.
L’articolo è anche una introduzione ai MOOC quindi, se volete capire meglio cosa sono i MOOC e da dove vengono, può essere utile leggerne l’introduzione.

Nel contributo scritto per JLIS aggiungo alcuni elementi di riflessione su come le biblioteche accademiche possono portare la loro expertise dentro questi corsi universitari online: ALA, Ifla, Oclc, JISC si sono già poste il problema, offrendo occasioni di approfondimento e qualche risposta.

– In questo post aggiungo una suggestione, appena sfiorata nell’articolo pubblicato
I MOOC sono diventati molto noti (perfino troppo, forse) negli Stati uniti; ma anche l’Unione Europea guarda con interesse a questo tipo di formazione permanente attraverso il portale Open education Europe che raccoglie tutti i materiali didattici aperti, con particolare attenzione ai MOOC europei che sono aggregati in un European MOOC scoreboard. Alla base di questa risorsa c’è una posizione della Commissione europea sulla necessità di incoraggiare le iniziative didattiche aperte e innovative.

– Aggiungo anche un piccolo aggiornamento (l’articolo pubblicato è stato redatto a settembre, anche se mi è stato possibile fare qualche piccola revisione a Novembre).
Le università italiane coinvolte nei MOOC sono ad oggi due:
Università Sapienza di Roma che su Coursera ha in programma 3 corsi di cui due già calendarizzati e di prossimo inizio;
Università Bocconi di Milano che sempre su Coursera ha in programma 3 corsi.