Archive for ottobre, 2012

Dopo e-book fest

28 ottobre 2012

dopo ebookfest su twitter

E-book fest è stato un evento interessante e utile.
Interessante, perchè ha permesso a molte persone che lavorano con/nell’ l’editoria digitale nelle sue più differenti forme, e quindi con differenti linguaggi, di conoscersi. Di solito i congressi “di bibliotecari” non offrono questa opportunità.
Utile, perchè questo scambio, se ci si impegna, può produrre nuove koinè, linguaggi comuni, che partono da presupposti condivisi: la convergenza al digitale è un processo irreversibile, che non cambia solo il docuverso, ma il lavoro che tutti i giorni facciamo.
Quello che cambia sono le professioni della conoscenza: giornalisti, bibliotecari, information specialist, autori, editori, distributori, insegnanti, educatori…
Le professioni cambiano perchè cambia il processo di produzione dell’informazione: è più veloce e disintermediato, e forse la strategia migliore è cooperare.
A proposito di cooperazione, alcuni tra i partecipanti alla tre giorni sanremese hanno costruito una micro-narrazione attraverso Twitter, utilizzando l’hashtag #ebookfest

Nel mio piccolo, ho partecipato al ciclo di dibattiti “Narrazioni sul futuro della lettura e delle biblioteche“, con un intervento dal titolo “E-book e Università: un percorso che viene da lontano, una sfida per la società della conoscenza” (il link punta alla versione su slideshare, scaricabile, in alto c’e’ la versione in streaming).
L’Assocazione Italiana biblioteche era presente, trasversalmente, in alcune sessioni.

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E’ tempo di E-book Fest

21 ottobre 2012

Pgo e-book fest
Sono stata invitata a partecipare all’E-book fest, un evento dove operatori culturali, bibliotecari, editoria digitale si incontreranno per discutere e ragionare insieme.
L’E-Book fest si svolge dal 25 al 27 Ottobre a Sanremo.
All’interno della manifestazione, MediaLibraryOnLine cura tre incontri dedicati al mondo delle biblioteche. Nel terzo, animato da Giulio Blasi, proverò a dire qualcosa su: “E-book e Università: un percorso che viene da lontano, una sfida per la società della conoscenza“.
Parlerò dei MOOCs, o Massive Open Online Courses, della “proposta sovversiva” di Steven Harnad del 1994 (e di quello che è successo dopo), delle politiche comunitarie per l’apertura dei risultati della ricerca scientifica finanziata, e infine presenterò i risultati di una micro ricerca empirica sui libri di testo accademici.
Ma soprattutto avrò l’opportunità di ascoltare tanti colleghi e amici in gamba 🙂
E-book Fest è a ingresso libero e aperto a tutti. E’ utile registrarsi.

Digital literacy e biblioteche. Un documento “aperto”.

7 ottobre 2012
immagine non rilevante

      

Il 18 settembre la Digital literacy task force (gruppo di lavoro all’interno dell’OITP (*), Ufficio per la politica delle tecnologie dell’informazione dell’ALA) ha pubblicato il documento “Digital literacy, libraries and public policy” [pdf]. Si tratta di un draft aperto alle correzioni: è possibile proporre commenti, previa registrazione, fino al 19 ottobre.

Questo documento a me pare interessante e utile, specialmente se ci sforziamo di estrarre da esso ciò che non riguarda strettamente il mondo delle biblioteche americane (17.000 biblioteche pubbliche, 99.000 scolastiche e 3.800 accademiche e di college).
Il primo aspetto da sottolineare è che la Digital literacy non è considerata in termini piattamente evolutivi rispetto all’Information literacy: quest’ultima piuttosto ne è una premessa: senza una capacità di base nel gestire il testo, la lettura e la scrittura non ci possono essere altre literacies; in altre parole la Digital literacy DEVE includere la padronanza delle literacies tradizionali, basate sul testo e la scrittura.

La Digital literacy coglie piuttosto una evidenza empirica, valida negli Usa come da noi: più dell’80% delle imprese più importanti pubblicano le loro offerte di lavoro solo online e richiedono candidature solo online.
Se questo è il dato, la Digital literacy è lo strumento per creare una forza lavoro competitiva, e l’inclusione digitale diventa inclusione sociale e economica.
Ed infatti 30 milioni di utenti negli Usa riferiscono di aver usato la biblioteca pubblica come supporto alla ricerca di impiego, al punto che il Dipartimento del lavoro ha diramato alle locali agenzie (noi diremmo: i Centri per l’impiego) una indicazione a favore dei partenariati con le biblioteche pubbliche.

I confini della Digital literacy non sono statici ma sono spinti sempre più in avanti mano a mano che i social media e le altre piattaforme interattive diventano sempre più mainstream e essenziali alla vita di ogni giorno.

E Digital literacy non è solo apprendere tecniche, e non è neppure un piano per la banda larga, o un pc in ogni scuola; quanto piuttosto saper usare in modo responsabile e creativo i media digitali, conoscerne i codici e la netiquette (termine antico e nobile, che ritrovo nel report). Vuol dire, forse, calibrare la propria presenza in rete in modo altro rispetto alla passiva trasmissione virale di gattini LOL (**) e altri “tormentoni” (***).

Tipica immagine lolcat

Tipica immagine di “LOLcat”. Fonte: en.wikipedia.org/wiki/Lolcat


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