Posts Tagged ‘open data’

Le risorse ad Accesso aperto e le Pubbliche amministrazioni. Un corso

2 novembre 2014

Le risorse scientifiche in Accesso aperto possono rivelarsi di grande interesse per le Pubbliche amministrazioni.
Gli Enti pubblici infatti non solo producono dati (che in alcuni casi sono conferiti in portali ad accesso aperto come, a livello italiano, dati.gov.it) ma sono anche consumatori di dati e letteratura scientifica.
Sappiamo che dati e letteratura scientifica, se lasciati aperti e disponibili a tutti, partecipano pienamente della catena del valore e producono essi stessi valore. Secondo una ricerca -non recente- citata in un documento dell’unione europea (1) il valore economico delle informazioni del settore pubblico nell’UE è stimato in circa 68 miliardi di euro. Secondo uno studio più recente (2) se i paesi del G20 aprissero tutti i dati di fonte governativa ciò comporterebbe un aumento cumultativo di 1.1 punti percentuali del PIL.

La direttiva 98/2003 (3) dell’Unione europea ha per oggetto il regime di apertura e riutilizzo dei documenti e delle informazioni prodotte dalle pubbliche amministrazioni. Nelle sue premesse la direttiva sottolinea che la produzione di contenuti digitali aperti rappresenta un enorme potenziale per la creazione di posti di lavoro, soprattutto nell’ambito delle piccole imprese emergenti (che noi oggi chiameremmo startup e in ambito accademico spinoff). Tutte realtà che dispongono di budget limitati e hanno un bisogno enorme di informazione scientifica di qualità per fare ricerca e sviluppo, brevetti, prodotti innovativi.
La Direttiva UE 37/2013 (4) approfondisce questi aspetti riconoscendo il generale principio di riutilizzabilità dei dati nel rispetto della proprietà intellettuale e della privacy. Leggi il seguito di questo post »

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Docu-diversità. Esempi, modelli, buone prassi

24 marzo 2012

logo aida

Logo AIDA

Al convegno Stelline, che quest’anno aveva come titolo “I nuovi alfabeti della biblioteca“, il 16 marzo ho scelto di seguire il seminario “Dati e informazioni per lo sviluppo“, organizzato da AIDA, l’Associazione italiana per la documentazione avanzata, e moderato da Fiorello Cortiana, esperto di cultura digitale.
Obiettivo di questo post non è riassumere l’evento: quasi tutte le slide o le sintesi sono comunque disponibili online, quanto riproporre e declinare alcune delle riflessioni emerse.
La prima: se è necessario preservare e coltivare la biblio-diversità (*), intesa come pluralità delle tipologie e delle varietà del libro, altrettanto importante è avere presente la vasta complessità dell’ambito documentale, cioè quel segmento che corrisponde alla richiesta di informazioni specialistiche in ambito accademico e corporate.
Docu-diversità significa che, oltre alla monocultura delle fonti informative alle quali accedono in prima battuta, secondo studi recenti (**), il 90% degli studenti quando ricercano informazioni (cioè Google e Wikipedia), c’è tutto un mondo “altro”, fatto di dati grezzi, aggregati o rimodulati di qualità elevata, che bisogna saper utilizzare e trovare.
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Sblocca l’innovazione, apri i dati, riusali.

3 febbraio 2010

logo sito unloking innovationCosa direste se un sito governativo, anzichè mostrarvi le facce dei ministri, vi dicesse: “Siamo consapevoli che ci sono molte persone come te, fuori dal governo, che hanno le capacità e l’abilità di fare cose meravigliose con i dati pubblici“? (*)
Unloking innovation è il titolo di un sito amministrato dal governo britannico che mette a disposizione in formato aperto e riutilizzabile RDF, un numero cospicuo di dati statistici ufficiali.
Come funziona?
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