Archive for agosto, 2008

Undata. Tutti i dati statistici dalle Nazioni Unite

21 agosto 2008

E’ disponibile, ancora in versione beta, UNDATA il database statistico unificato delle Nazioni Unite. Permette di accedere a più di 550 milioni di dati delle differenti agenzie UN, divisi per temi comprensibili anche ad un pubblico non specialistico. Da osservare la feature Country profiles, ed il “wiki” che fa parte integrante del database e fornisce info e contatti per tutte le sezioni, i metadati e le fonti del sistema. Non è un vero e proprio wiki, anche se in UNDATA si chiama così (ecco perchè le virgolette nel mio post), ma un modo più articolato di esporre le FAQ. Nella pagina di ricerca sono evidenziate le ricerche più popolari fatte dagli utenti e gli ultimi aggiornamenti del sistema.

In generale mi sembra un’ottima risorsa. Magari le Nazioni Unite lavorassero sempre così bene 😉

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SSRN “apre” alle discipline umanistiche (ed al web 2.0)

19 agosto 2008

SSRN, Social science research network, è una risorsa che permette di  accedere a migliaia di papers di area economica-finanziaria-management.
Come raccontato da Economicprincipals.com, testata giornalistica del Boston Globe, SSRN prende le mosse dalla cosiddetta “working papers revolution” degli anni 70.
In quel periodo molti dipartimenti di economia decisero, come risposta alla lentezza delle procedure (non sempre trasparenti) di referaggio necessarie per pubblicare in una rivista o in volume collettivo, di pubblicare da sè gli articoli, come pre-print. Era una risposta veloce alla lentezza dei grandi e blasonati editori scientifici.
Il primo a seguire questa strada fu il National bureau of economic research (NBER) che nei primi anni ottanta iniziò a pubblicare dei minuscoli working paper, di poche pagine, con la copertina gialla, considerati una vera e propria “frontiera” nella ricerca macroeconomica.
Il creatore di SSRN è Michael Jensen, che nel 1974 aveva fondato, insieme a  Robert Merton e Eugene Fama, il Journal of Financial Economics e quindi ben conosceva i meccanismi di referaggio in uso nelle riviste scientifiche.
Il SSRN inizia a far circolare gli e-paper nel 1992,  in una lista di discussione, e nel 1994 approda al web.
Attualmente SSRN è strutturato in differenti Network di ricerca, moderati da un caporedattore, e conta circa 60.000 papers, di cui 40.000 in full text, coinvolgendo circa 38.000 autori e 550.000 utenti (per accedere ad alcune risorse di SSRN è necessario registrarsi).
Il business model di SSRN è differente da quello degli open archive (ed infatti SSRN non è un open archive in senso stretto).  Esso prevede il download gratuito di quasi tutti i documenti (tranne quelli per i quali è prevista, già all’origine, una sottoscrizione) e la possibilità di abbonarsi agli aggiornamenti di ogni singolo network (da 35 a 80 dollari l’anno).
Per anni SSRN è stata una risorsa per economisti. Nel mese di ottobre 2007 viene annunciata l’apertura di un nuovo Network all’interno di SSRN: Humanities Research Network (HRN) strutturato in alcune sezioni: classici (attualmente contiene 135 paper), letteratura inglese  e americana (744 papers), filosofia (1642) e “fothcoming research network”,  una miscellanea che include 4873 papers di studi afro-amricani, slavistici,
latino-americani, storia, retorica, studi di genere…
La popolarità dei singoli autori, o dei papers, o delle Istituzioni accademiche  in SSRN dipende dal numero di download che ogni documento riceve, e la  posizione in classifica, come osservato il 9 giugno dal NYT (“Now Professors  Get Their Star Rankings, Too“) è diventata oggetto di competizione nel mondo accademico.
Come emerge da una intervista a Michael Jensen è allo studio un sistema di  classificazione del gradimento dei papers basato su meccansmi simili a quelli dell’ISI: attraverso l’analisi delle citazioni sarà infatti possibile capire quale paper è non  solo maggiormente cliccato, ma anche quanto è citato dagli altri paper della rete.
Questo meccanismo è già in sperimentazione nella versione beta di SSRN. Ma non finisce qui: nella versione beta di SSRN sarà possibile, per i lettori,  commentare e dare un rating (votare) i singoli articoli, con meccanismi già familiari  all’utenza “web 2.0”.

videata SSRN, modalità browse network

videata SSRN, modalità browse network

Googlepages VS Googlesites

15 agosto 2008

Verso i primi di agosto, accedo a Googlepages per aggiornare il sito. Al momento del login un messaggio mi segnala che non saranno più rilasciati nuovi siti su Googlepages e che, chi ne ha già uno, potrà conservarlo e trasferirlo automaticamente su Googlesites, un servizio nuovo, che permette di sviluppare pagine personali. Poiché non mi pare conveniente continuare ad aggiornare pagine su un servizio “in chiusura” trasferisco già tutto su Googlesites
Svantaggi Googlesites
Il traferimento da Googlepages a Googlesites non è così “automatico”, ma comporta un lavoro di copia-e-incolla molto manuale. Su Googlepages, una volta scelto il layout, la parte iniziale del sito (la testata o header) è liberamente editabile, mentre in Googlesites è consentita solo una breve stringa di testo (l’esempio è un laconico “Sky Club”) e una icona-logo. In generale, a mio parere, Googlepages produce siti più “eleganti” e compatti. Inoltre i layout di Googlesites non permettono di editare un proprio footer, cioè la parte finale del sito, che contiene di solito informazioni sul copyright e “credits”
Vantaggi Googlesites
Googlepages non gestiva le voci di menu. Se cioè io costruivo un sito a più pagine, la parte con le voci di menu (in un layout semplice a due colonne di solito la colonna a sinistra) doveva essere manualmente ricopiata in ogni nuova pagina. Un lavoraccio. Invece Googlesites è concepito in modo molto più modulare: il menu è un file che può essere modificato in ogni momento, aggiungendo, togliendo e ordinando le varie voci che lo compongono, ed i relativi collegamenti alle pagine.

Il passaggio da Googlepages a Googlesites non è indolore per chi ha già un sito in Googlepages. La chiusura del servizio a favore di uno più “nuovo” avviene in breve tempo: Googlepages nasce solo pochi mesi fa.  Mi pare che nel beta perpetuo del web2.0 non dobbiamo mai abituarci/affezionarci troppo ad un servizio, diventarne “provetti utilizzatori” 😉 ma semmai essere pronti al balzo felino verso la successiva release.

Videata googlepages

Videata googlepages