SSRN “apre” alle discipline umanistiche (ed al web 2.0)

19 agosto 2008

SSRN, Social science research network, è una risorsa che permette di  accedere a migliaia di papers di area economica-finanziaria-management.
Come raccontato da Economicprincipals.com, testata giornalistica del Boston Globe, SSRN prende le mosse dalla cosiddetta “working papers revolution” degli anni 70.
In quel periodo molti dipartimenti di economia decisero, come risposta alla lentezza delle procedure (non sempre trasparenti) di referaggio necessarie per pubblicare in una rivista o in volume collettivo, di pubblicare da sè gli articoli, come pre-print. Era una risposta veloce alla lentezza dei grandi e blasonati editori scientifici.
Il primo a seguire questa strada fu il National bureau of economic research (NBER) che nei primi anni ottanta iniziò a pubblicare dei minuscoli working paper, di poche pagine, con la copertina gialla, considerati una vera e propria “frontiera” nella ricerca macroeconomica.
Il creatore di SSRN è Michael Jensen, che nel 1974 aveva fondato, insieme a  Robert Merton e Eugene Fama, il Journal of Financial Economics e quindi ben conosceva i meccanismi di referaggio in uso nelle riviste scientifiche.
Il SSRN inizia a far circolare gli e-paper nel 1992,  in una lista di discussione, e nel 1994 approda al web.
Attualmente SSRN è strutturato in differenti Network di ricerca, moderati da un caporedattore, e conta circa 60.000 papers, di cui 40.000 in full text, coinvolgendo circa 38.000 autori e 550.000 utenti (per accedere ad alcune risorse di SSRN è necessario registrarsi).
Il business model di SSRN è differente da quello degli open archive (ed infatti SSRN non è un open archive in senso stretto).  Esso prevede il download gratuito di quasi tutti i documenti (tranne quelli per i quali è prevista, già all’origine, una sottoscrizione) e la possibilità di abbonarsi agli aggiornamenti di ogni singolo network (da 35 a 80 dollari l’anno).
Per anni SSRN è stata una risorsa per economisti. Nel mese di ottobre 2007 viene annunciata l’apertura di un nuovo Network all’interno di SSRN: Humanities Research Network (HRN) strutturato in alcune sezioni: classici (attualmente contiene 135 paper), letteratura inglese  e americana (744 papers), filosofia (1642) e “fothcoming research network”,  una miscellanea che include 4873 papers di studi afro-amricani, slavistici,
latino-americani, storia, retorica, studi di genere…
La popolarità dei singoli autori, o dei papers, o delle Istituzioni accademiche  in SSRN dipende dal numero di download che ogni documento riceve, e la  posizione in classifica, come osservato il 9 giugno dal NYT (“Now Professors  Get Their Star Rankings, Too“) è diventata oggetto di competizione nel mondo accademico.
Come emerge da una intervista a Michael Jensen è allo studio un sistema di  classificazione del gradimento dei papers basato su meccansmi simili a quelli dell’ISI: attraverso l’analisi delle citazioni sarà infatti possibile capire quale paper è non  solo maggiormente cliccato, ma anche quanto è citato dagli altri paper della rete.
Questo meccanismo è già in sperimentazione nella versione beta di SSRN. Ma non finisce qui: nella versione beta di SSRN sarà possibile, per i lettori,  commentare e dare un rating (votare) i singoli articoli, con meccanismi già familiari  all’utenza “web 2.0”.

videata SSRN, modalità browse network

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