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La nuova Digital library delle Nazioni Unite UNDL

20 maggio 2017

E’ notizia del 18 maggio che le Nazioni Unite hanno appena inaugurato United Nations Digital library (UNDL) la biblioteca digitale istituzionale.
biblioteca digitale delle nazioni unite logo
La biblioteca digitale, che ad oggi contiene più di 860.000 record, è frutto del partenariato tra la Dag Hammarskjöld Library, la biblioteca del quartier generale delle Nazioni Unite a New York e gli uffici della biblioteca delle Nazioni Unite a Ginevra.
UNDL permette di accedere ai documenti prodotti da tutte le agenzie UN ove possibile in full text, mappe, discorsi (speeches) e risultati delle votazioni. Assolve anche a obiettivi di preservazione digitale a lungo termine dei documenti prodotti dalle Nazioni Unite.
Sebbene, ad esempio, la biblioteca della Sede di Ginevra utilizzi il discovery tool Primo, la UN Digital library si basa su una tecnologia open source sviluppata dal Cern di Ginevra. Questo spunto a me pare molto interessante, e sarebbe utile saperne di più.
I record presenti nella biblioteca digitale sono esportabili nei formati BibTeX, MARC (quale?), MARCXML, Dublin Core, EndNote, NLM e RefWorks.
Apparentemente il database non è compliant con il plugin di Zotero, mentre lo è con Mendeley.

Information literacy: un nuovo quadro concettuale

20 marzo 2016

Il 17 marzo ho avuto l’opportunità di partecipare al panel “Biblioteche accademiche: nuove strategie di servizio” all’interno del convegno Stelline 2016 “Bibliotecari al tempo di Google“, organizzato dall’ Associazione  Biblioteche Oggi.
Obiettivo del mio intervento era presentare in che modo il nuovo Framework per l’information literacy proposto da ACRL e subitamente tradotto in italiano dall’AIB impatti sul profilo del bibliotecario accademico.

Qui sotto le slide che ho presentato al convegno:

Il paper esteso è disponibile negli atti, per i tipi delle Edizioni Bibliografiche. Dai primi di maggio 2016 è disponbibibile la versione open access, archiviata su E-lis.

Il mio intervento era in parallelo a quello di Sara Chiessi, dedicato ai risultati di una indagine condotta dall’AIB sulle attività di Information literacy nelle biblioteche pubbliche.

Obiettivo della traduzione italiana del Framework è aprire un dibattito su come cambi il profilo del bibliotecario che si occupa dei servizi al pubblico e che in particolare supporta l’utente a muoversi nel mondo della ricerca documentale.

Ho provato a dimostrare che:

  • Negli anni Zero l’infosfera digitale è cambiata trasformandosi da un insieme tutto sommato ordinato di “silos” informativi a cui si “accede” a un ambiente ubiquo che permea la nostra vita quotidiana, la nostra “vita onlife“.
  • Di conseguenza l’Information literacy non può più limitarsi a modelli addestrativi in cui si illustrano gli usi di manufatti e tool bibliografici, ma piuttosto deve fornire degli strumenti per venire a patti con la complessità praticando la resilienza rispetto ad essa.
  • La stessa Information literacy va concepita come un segmento -con proprie specificità- di più vasti saperi “per la vita” che permettono di interagire in modo non subalterno nell’informazione ubiqua e di massa del 21 Secolo: da qui l’attenzione e la contiguità con tutte le literacy: Media literacy, Digital literacy, Transliteracy.
  • Il nuovo Framework per l’Information literacy è uno strumento aperto e non prescrittivo; contiene al suo interno “concetti soglia” ovvero nuclei concettuali che permettono, una volta compresi in modo non dogmatico né nozionistico, di avere un approccio esperto al mondo del sapere e della documentazione scientifica partecipando in modo consapevole e adeguato alle conversazioni che al suo interno hanno luogo.
  • In questo quadro il bibliotecario diventa parte di una Comunità di pratica con i suoi utenti e il suo obiettivo diventa quello di accompagnarli alla scoperta di questi “concetti soglia” uscendo dalla “comfort zone” che gli “strumenti del mestiere” (Opac, discovery tool, strumenti di indicizzazione) da sempre gli hanno garantito e contaminandosi con docenti, personale e tutti i soggetti implicati nella formazione degli studenti universitari.

Il Framework for Information literacy for higer education è stato esplicitamente concepito per fare i conti -e chiudere- con un certo “canone” comportamentista di Information literacy intesa come insieme di abilità rigide, prescrittive e misurabili (qua e là francamente pedanti) da trasmettere agli studenti.

La mia opinione personale è che la comunità dei bibliotecari accademici italiani – che forse non ha mai creduto troppo ad approcci rigidi di Information literacy opzionando attività più morbide, riflessive e “laboratoriali”, contigue alla library instruction – è pronta a raccogliere questo nuovo modello o comunque a dibattere su esso.
A condizione di accettare il fatto che, in tema di Information literacy, occorre un approccio aperto e inclusivo, capace di intercettare altre comunità: il cognitariato diffuso presente ove operano gli “information workers“, il mondo delle professioni, le comunità che agiscono per un più libero e consapevole accesso ai saperi (dentro e fuori l’Accademia, penso ai progetti Wikimedia Italia).

Il dibattito italiano va costruito e c’è molto lavoro da fare: io credo che il gruppo di lavoro nazionale per  l’Information literacy istituito presso l’AIB (al quale sono felice di partecipare) abbia al suo interno le energie per facilitare e promuovere questa conversazione.

E’ tempo di E-book Fest

21 ottobre 2012

Pgo e-book fest
Sono stata invitata a partecipare all’E-book fest, un evento dove operatori culturali, bibliotecari, editoria digitale si incontreranno per discutere e ragionare insieme.
L’E-Book fest si svolge dal 25 al 27 Ottobre a Sanremo.
All’interno della manifestazione, MediaLibraryOnLine cura tre incontri dedicati al mondo delle biblioteche. Nel terzo, animato da Giulio Blasi, proverò a dire qualcosa su: “E-book e Università: un percorso che viene da lontano, una sfida per la società della conoscenza“.
Parlerò dei MOOCs, o Massive Open Online Courses, della “proposta sovversiva” di Steven Harnad del 1994 (e di quello che è successo dopo), delle politiche comunitarie per l’apertura dei risultati della ricerca scientifica finanziata, e infine presenterò i risultati di una micro ricerca empirica sui libri di testo accademici.
Ma soprattutto avrò l’opportunità di ascoltare tanti colleghi e amici in gamba 🙂
E-book Fest è a ingresso libero e aperto a tutti. E’ utile registrarsi.

Kit informativo post-corso (memo)

1 febbraio 2009

Ricordo che Il kit informativo post-corso E’ GIA’ liberamente disponibile su internet e chiunque puo’ usarlo da subito.

Esso e’ composto da:
Slides: sono incorporate al blog https://refkit.wordpress.com/slides-corso/
Bookmark su google sites: http://sites.google.com/site/kitcorso/
Bookmark su delicious: http://delicious.com/kitcorso
Bookmark su connotea: http://www.connotea.org/user/kitcorso
Mappa concettuale: http://sites.google.com/site/kitcorso/mappa
Blog collaborativo:  E’ questo…
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Grazie ciao a tutt* Laura