Se l’information literacy è un framework (allora tutto è possibile)

3 aprile 2014

information literacy
Tutti coloro che si occupano di Information literacy nelle università conoscono gli Standard sulla competenza informativa per gli studi universitari: un documento pubblicato da ACRL (1) nel 2000, tradotto in italiano dall’AIB nel 2003.
Un documento ormai decisamente superato, se è vero che già nel 2012 la sezione information literacy standards dell’ACRL ha pubblicato raccomandazioni urgenti per una radicale revisione.

Cosa non va oggi di questi standard del 2000? Tutto.

Non solo la struttura rigida e chiusa, input/output (standard–> indicatore di rendimento –> risultati attesi), ma più in generale il fatto che gli standard “incapsulano” come esiti rilevanti dell’information literacy il “trovare, valutare, usare e citare l’informazione” senza interrogarsi su cosa l’informazione oggi è diventata, senza tenere conto del fatto che l’informazione e la comunicazione scientifica sono cambiate, e gli studenti non sono più solo “fruitori” ma anche “creatori” di informazione e “content curators“, e le literacy sono diventate multiple (ho avuto l’opportunità di parlare di questo al Convegno Stelline), gli ambienti di apprendimento sono collaborativi, partecipativi, e occorre saperli abitare.
Gli standard vanno semplificati, incita ACRL nel 2012 (resi meno pedanti?), articolati in termini chiari; va riconosciuta la pluralità delle literacy e non solo la dimensione testuale (monoformato / monosupporto) dei documenti.

La notizia è che ACRL ha elaborato una bozza di nuovi standard, e che questa bozza è aperta ai commenti fino al 15 aprile 2014 (c’è un modulo online). La versione definitiva sarà pubblicata a settembre.

A me la bozza pare molto buona. Leggetela.
Io qui commento le novità e quello che mi pare più convincente

1) Dall’informazione all’ecosistema informativo
Non c’è più l'”informazione” c’è un “ecosistema informativo” (che io chiamo “infosfera” citando Luciano Floridi (2)). E’ molto diverso: l’informazione “si fruisce”, è “a una dimensione”, l’ecosistema invece ci riguarda tutti, è relazione, è l’ambiente che viviamo.

2) Dallo Standard al framework contestualizzato
Non ci sono più degli “Standard” rigidi e chiusi, collegati in modo quasi cibernetico a performance, indicatori e output, che disegnano un apprendimento simile a un formulario (formulaic approach), ma c’è un “framework” suscettibile di generare “conversazioni” (concetto chiave della “nuova biblioteconomia” di Lankes), programmi collaborativi e contestualizzati.

3) Gli studi superiori sono cambiati
Gli studi superiori sono cambiati: allo studente (unversitario) di oggi e al lavoratore (specializzato) di domani viene richiesto di lavorare in gruppo, saper comunicare in modo adeguato, navigare diversi sistemi informativi, usare fonti di dati, integrare tecnologie differenti e trasversali. Ci sono i MOOC, la formazione è spesso somministrata in modalità blended, avviene cioè in parte in classe in parte online.

4) Prima di tutto: comprendere i processi di formazione della conoscenza
Al centro del framework c’è la comprensione dei processi di formazione della conoscenza, il bisogno di dare un senso all’evoluzione del sistema informativo non il recupero dei documenti “autorevoli” o il raggiungimento di skill prefissati.

Va da sè che questo nuovo framework porta con sé una nuova concezione di IL, che ha al centro la comprensione dell’ecosistema informativo e serve a rispondere a domande, formularne di nuove e creare nuova conoscenza.
Al centro del framework c’è anche un insieme di pratiche che dimostrano e rafforzano la credibilità degli individui come consumatori e creatori di conoscenza, e la metaliteracy, che enfatizza i nuovi ruoli e le nuove responsabilità che sono portate dalle tecnologie emergenti e dalle comunità collaborative.

Certo, in questo post sono stata molto rapida, e forse troppo entusiasta, ma quando si leggono documenti così aperti, innovativi, finalmente contemporanei condividerli “alla buona” sul proprio blog è sempre un piacere.🙂

In un prossimo post, le criticità.

——-
(1) Association of College and Research Libraries la sezione ALA dei bibliotecari delle università e degli istituti di ricerca
(2) LUCIANO FLORIDI, Infosfera : etica e filosofia nell’età dell’informazione, Giappichelli, Torino 2009 testo molto denso, di ampio respiro è a mio avviso qua e là utilissimo per tutti

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