1 luglio 2013

1 agosto 2013

A partire dal 1 luglio 2013 la Gazzetta ufficiale dell’Unione europea su carta cessa di avere valore legale, mentre assume valore legale solo ed esclusivamente la versione online certificata disponibile nella base dati Eur-lex.
In questo post vediamo come le Istituzioni dell’Unione – e nello specifico l’Ufficio delle pubblicazioni – hanno gestito questa concreta smaterializzazione dei documenti ed il passaggio al digitale.
Va ovviamente chiarito un punto: la Gazzetta ufficiale dell’UE è gratuitamente a disposizione online dagli anni ’90 del secolo scorso; tuttavia, fino al 1 luglio solo la carta aveva valore legale, dopo il 1 luglio solo il digitale ha valore legale (produce effetti giuridici).
Alla base di tutto c’è il Regolamento UE 216/2013 del 7 marzo 2013 in cui il legislatore, dopo aver osservato che la pubblicazione in formato elettronico della GU permette un accesso al diritto dell’Unione più rapido e economico (non dimentichiamo che gli atti normativi sono pubblicati nell 24 lingue ufficiali dell’UE), sottolinea che l’Agenda digitale europea promuove l’accesso online ai documenti digitali.
Va tuttavia garantita “l’autenticità, l’integrità e l’inalterabilità” della pubblicazione elettronica, attraverso “una firma elettronica avanzata, basata su un certificato qualificato”.
Il formato elettronico certificato è gratuitamente disponibile sul database Eur-lex. L’ufficio pubblicazioni è infine responsabile della conservazione e l’archiviazione dei documenti elettronici e il loro trattamento in linea con i futuri sviluppi tecnologici.

In concreto, l’accesso alla Gazzetta certificata avviene nel nuovo sito del database eur-lex, rinnovato a marzo 2013.
I formati disponibili sono html (non certificato) e pdf (certificato). Si tratta nello specifico di Pdf-A-1a un tipo di pdf che incorpora in se’ tutti gli elementi del documento più i metadati. Se attraverso Adobe reader si modifica il file conseguentemente se ne modifica la struttura interna falsificandolo.
Nel portale Eur-lex viene indicato il modo per testare l’autenticità del documento.
E’ infatti possibile salvare in locale sia il file pdf sia un’altro file, che corrisponde alla firma elettronica.
firma2
In concreto si tratta di un file XML che ha proprietà e sintassi proprie delle firme elettroniche (definite da uno standard W3C) e contiene un algoritmo.
Per verificare l’autenticità del documento è richiesto di scaricare nel proprio pc i due files (il pdf e la firma xml), e successivamente caricarli su “Checklex” una specifica pagina che verifica la corrispondenza tra il file pdf-A e la sua firma xml.

firma.

L’esito ha valore positivo se il file non è stato modificato.
Abbiamo provato a modificare il file pdf, introducendo delle sottolineature, e il risultato del check è ovviamente stato negativo

firma non valida

Nel caso invece il file sia integro la verifica ha successo, ed è possibile visualizzare alcune caratteristiche di dettaglio, tra cui la data esatta della firma digitale (questo è l’elemento essenziale dal punto di vista giuridico), il firmatario del certificato e l’emittente del certificato, cioè la società che fornisce questo servizio all’Ufficio pubblicazioni.

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Alcune osservazioni
1) La smaterializzazione dei documenti aventi valore legale ci pare sposti la responsabilità della conservazione e preservazione dei documenti dalle librerie concessionarie e dalle biblioteche di conservazione agli amministratori e titolari dei server remoti. E infatti il Regolamento UE 216/2013 attribuisce chiaramente all’Ufficio pubblicazioni non solo la gestione e la manutenzione del sistema informatico che serve a produrre l’edizione elettronica della Gazzetta, ma anche il potenziamento di tale sistema, il suo ampliamento, la sicurezza interna, la conservazione, l’archiviazione e il trattamento dei documenti elettronici.
In altre parole tutto il ciclo della digital curation e tutta l’infrastruttura tecnologica che la rende possibile sono oggetto di responsabilità giuridica.
A questo punto, dal 1 luglio 2013, ci pare che nessuna biblioteca sia particolarmente vincolata a conservare il cartaceo delle Gazzette ufficiali dell’Unione

2) Cosa succede se il server che permette la conservazione e l’accesso ai documenti certificati va in panne?
Anche questo caso è regolamentato: nel caso sia necessario pubblicare la Gazzetta ufficiale DURANTE un guasto dei sistemi informatici, solo in questo caso, deciso e comunicato dall’Ufficio pubblicazioni, la carta avrà valore legale. Infatti nel database Eur-lex c’è una sezione specifica con la lista della Gazzette ufficiali su carta che avranno eventualmente valore legale dopo il 1 luglio 2013 in caso di guasti o blocchi del sistema. Ad oggi questa lista è vuota.

3) Vorrei infine raccogliere maggiori informazioni sulla versione telematica certificata della Gazzetta ufficiale italiana. In Normattiva è indicata una sezione relativa alla Gazzetta ufficiale certificata, in cui è scritto che il Poligrafico e il Ministero della Giustizia hanno “ideato” (sic, la PA italiana fatica a liberarsi dai tic linguistici crociani) un “processo integrato che consente di garantire l’autenticità delle informazioni legislative fornite attraverso i canali telematici“. Ci sono due link: “applicativo” e “scaricare”, che portano entrambi a questa pagina: http://www.guritel.it/Avviso_chiusura.html), che annuncia la chiusura di Guritel, il servizio che vendeva l’accesso alla Gazzetta ufficiale online prima dell’avvento di Normattiva.

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