Facebook e gli hastag (www. facebook. com / hastag / sapevatelo)

15 giugno 2013

Facebook annuncia (e rende operativa) l’introduzione dell’hastag, cioè del “cancelletto” # che precede una parola e serve per etichettarla, per renderla un elemento ricercabile(1).

Come noto gli hastag sono alla base della comunicazione su Twitter: scrivere #nuovosbn su un tweet significa associare il proprio post a tutti gli altri post che comprendono la stessa espressione.

Quindi, analogamente, se in un post su facebook scrivo “#nuovosbn” questa parola diventerà un hyperlink che mi permetterà di recuperare tutti gli altri post che contengono “#nuovosbn”.
Ma posso usare l’hastag anche come strumento di ricerca dentro Facebook:
Se scrivo #occupygezi nel box di ricerca in alto

occupygezy

avviene che:
mi viene proposta una nuova “entità”: hastag, con la possibilità di visualizzare:
– tutti i post dei miei amici o delle fan page che ho sottoscritto che contengono la parola “occupygezi”, ma anche
– tutti i post il cui autore ha settato le policy in modo generoso, permettendo cioè a tutto il mondo di vedere i suoi contenuti.
Funziona anche se nel mio browser digito https://www.facebook.com/hashtag/occupygezi (semprechè io sia iscritta a Facebook, che resta un “giardino chiuso”).

Ecco perchè, a mio avviso, la ricerca per hastag è molto potente, ecco perchè è utile settare in modo consapevole la propria privacy su Facebook, ecco perchè l’hastag aiuta molto il business: le fan page di prodotti e servizi producono post sempre aperti a tutti.

Alcuni diranno: “cosa cambia“? Dopotutto Facebook introduce una feature già presente su Twitter fin dalle origini.

Certo, ma la forza d’urto di Facebook (in termini di numero di utenti, almeno in Italia) è ancora molto più vasta di Twitter, e la lunghezza dei testi su Facebook, al contrario di quanto avviene su Twitter, è illimitata.
Quindi l’hastag su Facebook sembrerebbe un “grimaldello” che permette (almeno così pare) una ricerca granulare su una quantità immensa di contenuti.

Mi pare che l’hastag su Twitter serva per lanciare campagne, per aggregare persone su parole d’ordine condivise, mentre su Facebook l’hastag serve per trovare cose (2), introduce un elemento in più per recuperare informazione.

Come tutte le innovazioni che riguardano i social media l’introduzione degli hastag su Facebook mi pare ambivalente: da un lato rende davvero più trovabile l’informazione (e questo è un grosso vantaggio, perchè Facebook contiene informazione) dall’altro facilita – suppongo – ulteriormente il data mining e la profilazione dei nostri comportamenti in rete.

—NOTE—
(1) Segnalo un post su Vincos Blog, il blog di Vincenzo Cosenza, una delle persone più attente al mondo Facebook.

(2) Se nel box di ricerca di Facebook io digito un hastag con una parola senza senso, così

cerca_su_bing

mi viene proposto di continuare la ricerca su Bing.
A me pare questo confermi che l’hastag su Facebook è pensato per trovare cose, e non per aggregare persone, come spontaneamente avviene su Twitter

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