Digitize, Democratize: la Digital public library of America (DPLA) sarà online il 18 aprile

19 febbraio 2013

dpla

DPLA, digital public library of America http://dp.la/ ci sembra un progetto degno di grande interesse.
Si tratta di un programma su larga scala per la realizzazione di una biblioteca digitale pubblica nazionale (americana), iniziato nel 2010, da una sollecitazione di Robert Darnton, direttore del sistema di biblioteche dell’università di Harvard, finanziato dalla Alfred P. Sloan Foundation e coordinato dal Berkman Center for Internet & Society, un centro studi su internet e le nuove tecnologie dell’Università di Harvard.
Il prototipo di DPLA sarà disponibile online il prossimo 18 aprile (inizalmente era prevista anche una cerimonia inaugurale alla Boston Public library, poi rinviata, ne scrivo qui).

Ecco alcuni apetti che troviamo interessanti

DPLA è un hub, cioè una struttura che offre servizi per le collezioni digitali già esistenti negli Stati uniti, predisponendo l’infrastruttura tecnologica per associare a ciascuna collezione servizi omogenei (esposizione dei metadati, accesso ecc.)

– Il codice di DPLA, che è la sua spina dorsale, è Open source e libero, e supporta standard open, per facilitare l’interoperabilità. Qui sono depositati, e possono essere visti, alcuni componenti del codice.

– Tutte le attività di progettazione della biblioteca sono organizzate in un wiki articolato in 6 gruppi di lavoro tematici: coordinamento, contenuti e obiettivi, modelli economici e finanziari, governance e sistemi di decisione e gestione, tematiche legali, aspetti tecnici.

– DPLA opera come parte di un ambiente globale basato sui linked data: i metadati creati da DPLA saranno liberamente disponibili e riutilizzabili: nella bozza di policy statement metadata, licenziata il 12 febbraio, si propone che i metadati siano in regime di pubblico dominio (CC0).

– DPLA, come tutte le bibioteche digitali si baserà inizialmente su opere di pubblico dominio (Hathi trust, Internet archive), con l’obiettivo di estendersi alle opere orfane e al “fuori commercio“: a me pare che questo aspetto sia cruciale perchè solo rompendo le barriere del pubblico dominio le biblioteche digitali possono diventare uno strumento se non “per tutti”, almeno “per molti”

– Su quest’ultimo aspetto DPA è proattiva, cioè, attraverso un gruppo di lavoro ad hoc sollecita decisioni, formula proposte, diventa insomma stakeholder rispetto all’attuale sistema di copyright definito dalla legislazione americana

– DPLA esplora modelli di digital lending per le opere protette da copyright (ad oggi questo tema è citato nell’agenda di lavoro DPLA, ma non ci pare ulteriormente articolato)

– DPLA non digitalizza contenuti ma fa raccolta e harvesting di contenuti già disponibili e sparsi in numerosi repositories e biblioteche digitali americane. In altre parole si occupa di Digital curation: dettagli e spunti sullo sviluppo degli aspetti tecnici sono illustrati in una specifica sezione del wiki

Quali modelli? Sul suo wiki DPLA ha svolto una interessante analisi sui modelli delle altre biblioteche digitali, analisi che da sola merita già uno sguardo

– DPLA, che parte con finanziamenti da parte di fondazioni non profit si interroga sulla sua sostenibilità economica e sul suo modello di business

Osservazioni
A me pare che questo progetto sia davvero interessante non solo perchè vi lavorano insieme persone come Robert Darnton e John Palfrey (quest’ultimo presiede il Board of Directors di DPLA), non solo perchè si interroga in modo piuttosto radicale (ma anche operativo) sulle possibilità di digitalizzazione oltre il pubblico dominio (ed in questo senso è la sponda americana di Europeana), non solo perchè apparentemente ha una vision di biblioteca digitale legata sia alla quantità (Google) che alla qualità, ma perchè si presenta davvero, ranghanatianamente, come un organismo che cresce, cioè un hub che attraverso l’interoperabilità ed una gestione aperta dei metadati può accorpare altre collezioni in modo “leggero”, senza esserne cioè il “proprietario”, ma aggiungendo ad esse dei servizi che ne facilitano la fruizione.

Una Risposta to “Digitize, Democratize: la Digital public library of America (DPLA) sarà online il 18 aprile”


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