Rapporto Istat 2012 “Cittadini e nuove tecnologie”

27 dicembre 2012

logo Anche quest’anno, il 20 dicembre, l’Istat ha pubblicato il rapporto statistico “Cittadini e nuove tecnologie“, basato sull’utilizzo in Italia delle tecnologie ICT (che Istat curiosamente chiama “nuove tecnologie“: ci si chiede se le vecchie siano il tostapane, l’automobile, la lavatrice).
A parte la troppo facile ironia sul titolo editoriale, va detto che il report Istat, come sempre, è molto completo, ben scritto, ricco di informazioni utili e ovviamente gratuitamente disponibile in rete per il download.
Il limite del report è che le tipologie dei fenomeni analizzati cambiano di anno in anno, cosicchè non sempre è possibile, per gli aspetti più di dettaglio (e quindi piu’ interessanti), seguire linee di sviluppo annuali.
In questo blog abbiamo gà commentato il Report 2011.

I DATI PRINCIPALI 2012

Solo il 55,5% delle famiglie italiane ha un accesso ad Internet (+1% rispetto all’anno scorso), le famiglie con almeno un minorenne sono le più tecnologiche, il divario tecnologico dovuto a fattori territoriali (nord/sud) e sociali e permane.

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Resta immutato, nell’Europa a 27, il nostro posizionamento rispetto all’accesso ad Internet nelle famiglie: come nell’anno scorso dopo di noi si posizionano: Portogallo, Cipro, Grecia, Romania, Bulgaria; e le cose vanno peggio per quanto riguarda l’accesso alla banda larga: siamo quartultimi in Europa, e dopo di noi troviamo Romania Bulgaria e Grecia.

grafico

Grafico 3 pag . 7 del report Istat 2012

Queste differenze si attenuano se prendiamo in esame i dati relativi alle persone di 16-24 anni che hanno utilizzato Internet tutti i giorni o quasi negli ultimi 3 mesi (1): se il massimo è 94% (Svezia) e il minimo 50% (Romania), l’Italia è all’80%.

Non stupisce il fatto che, dal 2011 al 2012, l’uso di Internet si mantenga sostanzialmente stabile nelle fasce di età giovanile (ormai “sature”), mentre si registrino aumenti significativi (intorno al 2,5/3% di aumento) nelle coorti di età 45/74 (2): è il fenomeno, noto, dei “silver surfer” degli utilizzatori “anziani” sempre più attenti ad Internet, e ai social networks (specialmente Facebook, come illustra periodicamente Vincenzo Cosenza nel suo Osservatorio Facebook).
Rispetto al 2011 non cambiano sostanzialmente le percentuali di attività che si svolgono in rete, fatto salvo una sostanziale diminuzione (meno 8,8%) della voce “servizi per viaggi e soggiorni” (3), calo che immaginiamo legato a fattori estrinseci, come la crisi economica.

INTERNET COSTA…

Un dato preoccupante riguarda le percentuali relative alle motivazioni del mancato accesso ad Internet (4).
I motivi economici (costo della connessione o degli strumenti necessari per connettersi) aumentano, passando nel 2012 da 14,5% a 15,8%: di fronte a questi dati pensiamo che le biblioteche pubbliche debbano sempre più offrire e promuovere l’accesso gratuito ad Internet: non solo free-wifi, ma anche postazioni con pc.
Così pure aumenta, dal 2011 al 2012 la motivazione: “mancanza di capacità” (dal 41,7% al 43,3%, soprattutto nelle famiglie di soli anziani), mentre arretra, di pochissimo, la motivazione relativa alla “mancanza di interesse” (da 26,7% a 26,5% che comunque, in termini assoluti, resta un valore molto elevato).

IL DIFFICILE RAPPORTO CON I SITI INTERNET DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

Registriamo elementi non confortanti rispetto al rapporto con le PA attraverso Internet.
Istat individua tre tipi di utilizzo di Internet nei rapporti con la PA:
1) consultare siti web della PA per ottenere informazioni: qui si passa dal 35,1% del 2011 al 27,8%, del 2012 (5) cioè meno 7,3 punti percentuali in un anno: un vero tracollo che meriterebbe una analisi accurata.
2) “scaricare i moduli della PA”, qui si passa dal 25,4% del 2011 al 22,0% del 2012;
3) “spedire moduli compilati dalla PA” presenta invece una leggera inversione di tendenza, dal 12,9% nel 2011 al 13,7% nel 2012, con un incremento dello 0,8%.
In altre parole, si continua a inviare moduli, ma cala drasticamente la consultazione dei siti PA.
Come leggere questi dati? La lettura ottimistica ci suggerisce che ormai alcune procedure online sono talmente abituali che sempre meno si consultano i siti della PA per ricavare indicazioni; quella pessimistica indica che la sfiducia nei siti della PA per ottenere indicazioni aumenta, e i cittadini si rivolgono altrove.

E-COMMERCE

Il commercio elettronico sembrerebbe essere in discreto aumento rispetto al 2011 (dal 26,3% al 28,2%) (6); la coorte di età che utilizza maggiormente Internet per gli acquisti sembra essere quella tra i 25 e i 44 anni.
Che cosa si compra?
L’interpretazione dei dati è un po difficile (per me): infatti la comparazione tra i dati 2011 e quelli 2012 indica un effettivo aumento degli acquisti online (quasi 2 punti percentuale, si è visto), ma, d’altro canto, registriamo una diminuzione, talvolta drastica dal 2011 al 2012, rispetto alle tipologie di acquisti fatti, ad eccezione della categoria “Altri” e “abbonamenti, tv, carte prepagate”.
Quindi in generale si compra di più, ma leggendo i dati relativi alle varie categorie di acquisto vediamo che sono quasi tutte in calo dal 2011 al 2012. E’un elemento contraddittorio su cui scriverei un quesito ad Istat (a volte lo faccio per problemi legati al reference, e le risposte sono sempre puntuali e accurate), ma se qualcuno che legge questo post può aiutarmi a capire meglio è benvenuto!🙂
Ho elaborato un grafico confrontando i dati 2011/2012 (per leggerlo cliccare sull’immagine)

istat2012

BE MOBILE

L’ultimo aspetto analizzato dal report rigurda l’utilizzo di internet in mobilità. Il report non indica precisamente quanti in assoluto dichiarono di accedere ad Internet attraverso un dispositivo mobile, ma segnala che il 28% dichiara di aver usato un dispositivo mobile fuori da casa o dal posto di lavoro. Tra essi il 17,6 dichiara di aver usato un pc portatile e il 22% uno smartphone.
Sono soprattutto le persone tra i 18 e i 34 anni ad utilizzare i device mobili per connettersi. Il rapporto con tali tecnologie si conferma significativamente diverso tra la popolazione maschile e femminile. Dichiara, infatti, di utilizzare un device portatile per navigare sul web in luoghi diversi da casa o dal posto di lavoro il 32,2% degli uomini, a fronte del 24,4% delle donne (7).

——
(1) v. figura 4, pag 12
(2) v. prospetto 5, pag.9
(3) v. figura 5, pag. 13
(4) v. prospetto 4, pag. 6
(5) v. confronto prospetto 8, pag 16 report 2012, e prospetto 14, pag. 18 report 2011
(6) v. confronto prospetto 15, pag 19 report 2011 con prospetto 9, pag 17 report 2012
(7) v. pag. 19

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