I Contenuti generati dagli utenti nel mondo facile del web statico

11 settembre 2012

copertina del libro: Ucontent. the information professional's guide to user generated content

Copertina del libro

In genere le guide e i manuali sulle piattaforme di condivisione dei contenuti sono terribili.

Non sfuggono all’enumeratività, cioè alla tentazione di presentare liste di siti e piattaforme con relativi links, istruzioni per l’uso e, ovviamente, abbondanza di screenshot (ritagli di videata).

Inoltre questi manuali hanno sempre un che di prescrittivo ed entusiasta: bisogna usare tutto! E’tutto bello e utile! Rientrano insomma nella logica del Buzz (parole di moda) e nella fase alta (entusiastica) dello Hype cycle.

Anche il mondo delle biblioteche a volte riproduce questa logica di inseguimento del nuovo: ricordo di aver seguito con perplessità, ma diligentemente conservato🙂, il link di un Gruppo di discussione, animato dalla (peraltro serissima) OCLC, sull’irrinunciabile uso di Google Wave nelle biblioteche (“Google Wave may change the very face of virtual reference“)(*). Sì, proprio Google Wave, l’ennesimo “social-coso” che Google dopo pochi mesi ha lasciato perire perchè troppo barocco, ridondante e alla fine incomprensibile / ingestibile per gli utilizzatori.

Bene, il libro di Nicholas TomaiuoloUContent, the information professional’s guide to User-generated content” è un’operazione rischiosa (i limiti illustrati sopra sono sempre in agguato), ma che infine sfugge alle logiche prescrittive ed entusiaste.
Sappiamo ovviamente che gli UGC User-generated content sono i contenuti generati dagli utenti: blog, giornalismo dal basso, Wikipedia, collezioni di foto, recensioni di libri, self publishing, insomma quasi tutto il web contemporaneo.
Pubblicato nel 2012, cioè oggi, nella fase di piena maturità delle piattaforme sociali, questo testo propone un sito di accompagnamento (companion webpage) disponibile per tutti, in cui sono indicate le risorse e le sperimentazioni interessanti (limite rilevante: alcuni siti a campione risultano non raggiungibili). L’accesso alla Companion webpage è pubblico perchè, a mio avviso, il suo utilizzo non vanifica la lettura del libro.

La premessa iniziale è che gli User-generated content (UGC) non sono una parte del web ma sono il web tout court (o quasi), visto che sono siti UGC la metà dei primi 10 siti più popolari in internet.

Il manuale si sottrae alla logica “Buzz” perchè l’approccio non è quello di enumerare piattaforme, ma di enucleare insiemi di risorse analoghe, abbozzando quindi una tipologia: blog, wiki, self publishing, citizen journalism, servizi di recensioni… Le uniche piattaforme chiamate con il loro nome in un capitolo dedicato sono Project Gutemberg, Facebook, Yahoo Pipes (strumento a mio avviso molto potente e molto sottovalutato, ne parlo qui) e Flickr.

In ogni capitolo sono enucleati pro e contro (potenzalità e limiti) della tipologia e indicate alcune utilizzazioni significative nel campo delle biblioteche (studi di casi, buone prassi, semplici esempi…).
Alla fine di quasi ogni capitolo c’è una intervista o una convesazione con professionisti dell’informazione che hanno sviluppato e messo a regime particolari casi di successo delle risorse nel mondo delle biblioteche.

Cosa resta dopo più di 300 pagine?
Sicuramente una trattazione equilibrata e piena di casi d’uso, e poi una riflessione che l’autore esplicita nelle ultime pagine: più gli UGC crescono, maggiori sono le responsabilità in gioco.
Responsabilità di chi crea e rilascia i contenuti, che devono generare fiducia; ma anche responsabilità di chi fruisce, affinchè tenga sveglio lo spirito critico e si impegni a correggere.
In un mondo read/write web gli utilizzatori non hanno solo il diritto di generare contenuti ma anche la responsabilità di intervenire, cioè aggiungere informazione e proporre correzioni. Insomma, siamo in un mondo adulto, e c’è un sacco da fare.

Cosa manca nel libro? Qualunque riferimento alla dimensone mobile e ubiqua dei contenuti Internet, alla loro pervasività, al loro fluire continuo in mille dispositivi e supporti. Il libro ci restituisce solo il mondo web, statico in fondo, dove essere attenti e vigili è forse un po’ più facile.
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(*) Attualmente il gruppo di discussione risulta rimosso, è attiva la pagina di presentazione

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