Gli italiani e le “nuove tecnologie”. Rapporto Istat 2011

2 gennaio 2012

Il 20 dicembre, come ogni anno, l’Istat ha pubblicato il Report 2011 “cittadini e nuove tecnologie”.
Il report fotografa il rapporto degli italiani con pc, internet, e l’uso che viene fatto della rete (a margine, ci pare che l’espressione nuove tecnologie andrebbe messa tra virgolette, erano infatti “nuove” diversi anni fa…)

bambini che usano un tablet
E’ importante, per chi si occupa di reference e servizi al pubblico in biblioteca, dare uno sguardo a queste statistiche perchè ci permettono di capire meglio i nostri utenti, le persone che entrano nelle nostre biblioteche.
Certo, una analisi più ravvicinata e specifica dell’utenza di riferimento (“profilo di comunità”) è sempre necessaria, mentre l’Istat, per sua stessa mission, offre statistiche generali, tuttavia anche lo sguardo lungo e generale offerto da questo report ci offre spunti per muoverci nel contesto.
Nel merito, rispetto al report 2010, vale la pena di fare alcune osservazioni:
– Nonostante il calo dei consumi e la crisi economica che morde il consumo di tecnologia non cala, ma anno dopo anno aumenta gradualmente
Non si attenua il digital divide che ci separa da molti paesi europei: nella penetrazione di internet nelle famiglie l’Italia si posiziona nel segmento basso (Fig.2 del report) seguita da Portogallo Cipro Grecia Romania e Bulgaria.
– Tra coloro che non accedono ad Intenet da casa (il 45,5% delle famiglie italiane) è aumentata, rispetto al 2010, la percentuale di coloro che dicono: “Internet è inutile, non mi interessa” (17,5% contro 11,7% del 2010). Come mediatori dell’informazione cosa possiamo dire loro?
Parimenti è aumentata la percentuale di quelli che dicono che la connessione è troppo costosa (24,5% contro 22,2% del 2010)
– Le statistiche indicano che le due categorie che si posizionano sotto al 20% per l’uso di internet (meno del 20% ne fanno uso) sono i ritirati dal lavoro e le casalinghe, le persone che apparentemente dovrebbero avere una maggiore disponibilià di tempo libero e che costituiscono forse il bacino di maggiore ascolto della tv generalista.
Cosa si fa in rete? Il 48,1% degli italiani che accedono ad internet partecipa ad un social network (Facebook o Twitter) e il 53,8% consulta un wiki (Wikipedia…) per trovare informazioni. Questo dato trova conferma nelle analisi di Vincenzo Cosenza (Vincos blog) che dal suo “osservatorio Facebook” indica che gli utenti Facebook in italia sono attualmente piu’ di 20 milioni.
Tra le occupazioni prevalenti in rete (figura 5) troviamo l’utilizzo dell’email, la generica ricerca di informazioni su merci e servizi, la consultazione di wiki per trovare informazioni, e la lettura di giornali o riviste.
La differenza di genere attraversa queste due attività: ricerca di informazioni mediche (netta prevalenza femminile)
e vendita di merci e servizi (netta prevalenza maschile).
Piu’ del 26% delle persone che hanno navigato in internet hanno comprato merci e servizi su intenet negli ultimi 12 mesi.
Cosa si compra in internet? Posti in albergo (41%), biglietti treno o aereo (39%), abiti (30%), libri giornali e riviste (27%), compresi gli e-book, biglietti per spettacoli (22%).
Anche in questo caso però il confronto con i dati Eurostat (*) ci dice che rispetto agli altri Paesi UE l’Italia si posiziona ancora molto indietro: dopo l’Italia troviamo infatti pochissimi paesi nell’utilizzo del commercio elettronico (Grecia, Lituania, Lettonia, Turchia, Bulgaria, ex Jugoslavia, Romania).

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(*) Tabella tin00067: “Individuals having ordered/bought goods or services for private use over the Internet in the last three months. All Individuals” (ultimo aggiornamento 16 dicembre 2011)

2 Risposte to “Gli italiani e le “nuove tecnologie”. Rapporto Istat 2011”

  1. Cristina Giavoni Says:

    Altro dato su cui riflettere – come mediatori dell’informazione – credo sia anche “[…]la maggior parte
    delle famiglie che non dispone di un accesso a Internet da casa indica come principale motivo del
    non utilizzo della rete l’incapacità di gestire tale tecnologia (41,7%)”. P.S. Nel tuo commento hai scritto “tempo libro”, te ne sei accorta?🙂

  2. refkit Says:

    Si infatti, Cristina, grazie. Penso sia proprio sulle motivazioni del mancato accesso ad internet che noi si debba lavorare, e capire meglio. Anche le differenze nord-sud sono ancora notevoli.
    ps il tempo libro, come lapsus, e’ inquietante🙂 grazie di averlo visto.


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