Become literate in e-books

4 settembre 2011

logo dell'articoloBecome literate in e-books” è la frase che mi è piaciuta di più nel verbale, disponibile online, di una delle prime riunioni dell’e-book task force, un gruppo di lavoro costituito a gennaio 2011 in seno all’Office for Information Technology Policy (OITP) dell’ALA, l’associazione dei bibliotecari americani.
L’obiettivo generale dell’OITP è incoraggiare gli sforzi delle biblioteche per assicurare l’accesso alle risorse informative elettroniche come mezzo

logo OITP

ALA Office for Information Technology Policy

per sostenere il diritto di tutti ad una società dell’informazione aperta e libera, portando la voce delle biblioteche nel dibattito pubblico sulle politiche dell’informazione.
Uno degli obiettivi specifici di OITP è impegnarsi in una prospettiva strategica capace di anticipare il cambiamento tecnologico, specialmente quando si configura come sfida per le biblioteche.
La Task force sul libro elettronico, insediata a gennaio 2011, pubblica il 27 Giugno sul sito ALA uno strumento pratico: 35 FAQ sugli e-book (Frequently Asked E-book Questions from Public Librarians).
Leggiamo alcune di queste FAQ.
La FAQ numero 1 risponde alla domanda “che cos’e’ un e-book” con una definizione netta: “An e-book is a digitally expressed narrative containing text and other media“. Ora, a parte il concetto di “narrative” (oggetto narrativo? narrativa?) che ci pare delimiti troppo il campo, questa definizione in effetti elude il delicato tema della mimesi tra libro e libro elettronico, ma “apre” agli enhanced books ed alle Apps, oggetti che non contengono solo testo ma appunto video, immagini, suoni. E’ quindi una definizione tutto sommato progressiva, aperta ad esempio agli sviluppi del formato Epub3.
Alcune FAQ sono ovviamente indirizzate al mondo delle biblioteche americane: dalla n.2 apprendiamo ad esempio che nel 2011 i due terzi delle US public library offrono e-book ai loro utenti.
Vale invece per tutti la risposta alla FAQ n. 3: “Perchè le biblioteche dovrebbero offrire e-book?“. Ecco la risposta: molti lettori hanno acquistato strumenti dedicati alla lettura o tablet multifunzione, e si aspettano che la biblioteca pubblica offra loro il download di libri, come estensione naturale del prestito di libri stampati”.
Non ho dati sulla vendita dei veri e propri e-book reader in Italia, tuttavia secondo uno studio (*) dell’Associazione italiana editori (AIE) , la lettura da schermi digitali continua a crescere ed è più o meno triplicata rispetto al 2006. Nel 2010 più di 2 milioni di persone (l’8,9% dei lettori o il 59% dei lettori forti) afferma di aver già letto un libro da schermo. Gli italiani inoltre sono ai primi posti in Europa tra gli acquirenti di smartphone (è nota la nostra passione per gli SMS), che, come sappiamo, sono anche dispositivi di lettura.
Le FAQ successive enumerano vantaggi e svantaggi dell’e-book, sottolineandone la portabilità, i vantaggi del prestito online (digital lending), anche in termini di diminuzione del lavoro da parte dello staff, senza dimenticare, ultimo punto, il “cool factor” associato agli e-book🙂.
Ma anche problemi e criticità sono esposti con grande chiarezza: i modelli di acquisto, per le biblioteche sono l’esatto opposto del sistema cartaceo: anzichè godere di sconti proporzionati al numero di libri comprati, come nel sistema cartaceo, sono invece previste delle spese cumulative per l’accesso ad un pacchetto di titoli (tanto più il pacchetto è ampio tanto maggiori sono le hosting fees); l’impossibilità di integrare le piattaforme di digital lending con il proprio ILS ai fini d monitoraggio statistico e, ovviamente, i problemi legati ai DRM ed alla privacy del lettore.
Una FAQ specifica (n.8) riguarda il prestito degli e-book reader, considerato un modello non sostenbile a lungo termine. Una FAQ (n.10) sottolinea le non indifferenti ripercussioni dell’avvento
degli e-book su altri servizi
, come il reference ma più precisamente l’istruzione all’utente: “Le biblioteche devono lavorare sodo con il pubblico per supportarlo nel comprendere questa nuove tecnologia e come usarla. Lo staff può aiutare il pubblico dando un senso al complicato mercato di e-book e reader, offrendo momenti e materiali informativi sui vari formati di e-book, e lavorare con i reader di utenti specifici”.
Vengono confrontati i principali fornitori di servizi digital lending, sottolineando le differenze (FAQ 17).
Le biblioteche possiedono gli e-book che acquistano? (FAQ n.23). La risposta è no, perchè nel modello Overdrive si acquista al massimo un accesso perpetuo all’opera.
Alcune FAQ sono dedicate ai DRM (dalla 26 alla 30), e sono piuttosto chiare, anche su questo: “se il libro è protetto da DRM tu potresti non essere in grado di convertirlo in un altro formato. Qualunque motore di ricerca ti farà trovare siti che dichiarano di avere software che toglie il DRM dal libro, e ti permette di convertirlo. Può essere vero o no, e se è vero, può essere legale o no”.
Il limite di queste FAQ è evidente: esse richiedono revisioni ed aggiornamenti continui, se non vogliono rimanere uno stumento “nato vecchio”; l’aspetto positivo mi pare l’approccio pragmatico, la volontà di supportare quelle biblioteche che possono essere “rimaste indietro”, e che necessitano di informazione sintetica che permetta loro di districarsi su temi complessi; la capacità di fare nomi e cognomi: quali sono le prncipali librerie che offrono e-books, quali sono gli editori che non vendono e-books alle biblioteche, quali sono gli editori che limitano il numero di prestiti digitali per opera.

Tenuto conto dei limiti, e del fatto che le 35 FAQ risentono del contesto statunitense, mi pare che l’operazione sia interessante, e lo spirito e l’approccio del tutto esportabili nel nostro contesto.

———–
(*) C. MUSSINELLI, Paese che vai, mercato che trovi. Editech preview, slide presentate al convegno Ebook lab Italia, Rimini, 1-3 marzo 2011

Una Risposta to “Become literate in e-books”

  1. vgentilini Says:

    grazie Laura della segnalazione!


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