Bankpedia, enciclopedia online

29 luglio 2011

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bankpedia.org

Bankpedia è un buon esempio di “transizione al digitale” e sviluppo di un’opera originariamente cartacea.

Come nasce Bankpedia
Alle origini di questo wiki c’è il “Dizionario di Banca, Borsa e Finanza“, curato dall’Istituto per l’Enciclopedia della Banca e della Borsa (IeBB s.p.a.) e pubblicato per la prima volta dall’editore Giuffrè nel 1979, poi da Ipsoa nel 1993, e infine dallo stesso IeBB nel 2002.
Nel 2005 IeBB cambia ragione sociale e diventa Associazione nazionale per l’Enciclopedia della Banca e della borsa (Assoneb), e nel 2008 decide di digitalizzare l’ultima edizione del Dizionario e di renderlo disponibile gratuitamente su web su modello wiki e partecipativo, dando vita a Bankpedia.
A partire dal 2009 il Comitato Scientifico di Assonebb, guidato da Rainer Masera, decide di ampliare il progetto e inserire anche voci di natura enciclopedica, in lingua italiana e inglese.
L’obiettivo generale di Assoneb, che dal 2009 ha sede presso l’Università G. Marconi di Roma ed è presieduta da Paolo Savona, è la diffusione della cultura e della professionalità nei settori banca e finanza, anche attraverso lo sviluppo in senso enciclopedico Bankpedia, incoraggiando la partecipazione di studiosi accreditati alla redazione delle voci.

I numeri di Bankpedia
Attualmente Bankpedia conta 4320 voci in italiano. L’opera è stata organizzata attorno al dizionario vero e proprio, preceduto da quattro saggi specialistici e seguito dall’apparato di un indice analitico alfabetico di rinvio alle voci del dizionario. Ciò porta a 8.800 i concetti identificati e descritti.
Integra l’opera un siglario di 1.850 termini .

Come funziona Bankpedia
Come sottolineato da Chiara Oldani (*), direttore scientifico di Bankpedia, il modello è solo in parte mutuato da Wikipedia. Bankpedia adotta infatti un modello “collaborativo non aperto, in cui gli utenti possono partecipare alla creazione e al miglioramento delle voci enciclopediche, ma la pubblicazione del loro contributo è sottoposta a un meccanismo di selezione e revisione (peer review), nel quale la validità dei contenuti è giudicata da apposite commissioni di esperti (referee)“.

Ritengo che Bankpedia sia un’ottimo supporto per il reference in ambito economico/finanziario, ma non sfugge che, più in generale, un accurato approfondimento sui concetti e sugli strumenti finanziari ci aiuta in una lettura più consapevole dell’attualità.

Bankpedia ci insegna che un progetto editoriale può, letteralmente, “accartocciarsi su sè stesso” (gli esempi sono molti) oppure trovare nuova vita, se è in grado di raccogliere la sfida proposta dal digitale, senza perdere la propria identità.

Un aspetto che ci lascia perplessi è la scelta di utilizzare, al posto degli agili moduli proposti da Mediawiki per la realizzazione di wiki, un sito strutturato come un vecchio “portale”, che mescola, a volte in modo poco leggibile, voci enciclopediche e 4 saggi monografici, lasciando un po’ in secondo piano la lista alfabetica delle voci e il motore di ricerca, che sono il vero cuore di Bankpedia.

——
(*) cfr Chiara Oldani, il progetto Bankpedia, in: Bankpedia review, rivista online semestrale, n. 1 2011 pp. 5-7

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