Due mesi con gli e-book. E adesso?

29 maggio 2011

Sugli e-book in biblioteca troviamo una letteratura sterminata (*) ed in costante crescita.
Dopo quasi due mesi di sperimentazione, in questo post, provo a rendere conto della mia parzialissima esperienza individuale e soggettiva di utilizzatore di e-book reader.

Chi sono?
Mi considero un lettore qualunque, medio-forte (**), mediamente istruito, con una discreta familiarità con le tecnologie, e propensa a sperimentare il nuovo.
Mi oriento verso un dispositivo di gamma bassa e no-frill: non voglio investire su uno strumento in piena evoluzione.
Mi renderò conto che l’acquisto del dispositivo va ponderato con attenzione. Inizialmente scelgo il Kobo ma l’acquisto non va a buon fine (problemi di distribuzione in Italia).
Indecisa tra Cybook Opus e Trekstor 7 Ebook player scelgo quest’ultimo, che viene offerto a 99 euro (ah, il fascino eterno del 9! :-)) in un un megastore della mia città.
Trekstor 7 ebook reader

Va detto che, per i puristi, il Trekstor non e’ nemmeno un ebook-reader, perchè il suo schermo è retroilluminato come lo schermo del pc o dell’iPhone, cioè non ha la tecnologia e-ink, che permette di simulare la carta su monitor. Tuttavia lo schermo Led (7 pollici, cioè un rettangolo di 9×15,30 cm) per me non si rivela un ostacolo, anzi: la sera leggo a luce spenta senza disturbare nessuno, e la pagina baluginante nel buio della stanza è una piccola magia notturna e mi incanta. Di giorno, al chiuso, regolo la luminosita’ al 30%; all’aperto, se il sole picchia diretto sullo schermo il 100% di luminosità permette una lettura discreta (ma in effetti non va benissimo per la lettura in spiaggia alle 13.00)

Esperienza di lettura
TreKstor 7 è quanto di piu’ francescano esista: non ha connessione internet, non permette di evidenziare parti di libro (sono ammessi i segnalibri), non ha il dizionario, non è leggerissimo, in confronto agli altri reader.
Cosa metto nel mio reader? In concreto, tre tipi di documenti:
– Letteratura professionale, anche in pdf, che so che dovrò leggere ma che non ho voglia di portare sempre con me, tra casa e ufficio, su carta, o lasciare inerte nella chiavetta usb.
– Libri che mi piacciono, che leggerò di un fiato (adesso: Generazione A di Coupland
qualcosa di Foster Wallace…)

David Foster Wallace

David Foster Wallace


– I livres de chevet, quei libri “da comodino”, che non ho letto per intero (troppo ingombranti! dei veri mattoni!) e leggero’ (forse, chissà) piano piano, a pezzetti ma che e’ davvero bello avere sempre con sè, immateriali, sempre pronti, senza ingombro, senza peso, senza polvere. Sono classiconi, che si scaricano gratuitamente in formati in genere di buona qualità o si comprano a pochissimi euro: nel mio fido reader pilucco quindi, se sono ispirata, Don Chisciotte, Don chisciotte, edizione Liber liber
Le Mille e una notte, Keruac, la Recherche di Proust.
I file pdf “di lavoro”, o gli epub senza Drm sono stati riversati nel reader come si farebbe con una chiavetta usb.
Invece, per i libri con Drm, come questo ho ovviamente installato sul mio pc di casa Adobe digital edition. Il software chiede di autorizzare il vostro pc e il reader a ricevere i file.
[Vedi galleria di immagini]

Quando si acquista un libro con Drm esso viene scaricato in formato .acsm e Adobe digital edition lo converte in epub, poi con il mouse lo trascinate sul vostro dispositivo, che avrete collegato al pc con cavo usb (il mio reader non dispone di tecnologia internet, quindi non scarico i libri direttamente dallo store al dispositivo: sono gradite esperienza a proposito).

La qualità dei libri
Cosi come il libro di carta è un manufatto che richiede una tecnologia sofisticata (legatura, tipografia) anche l’e-book lo è.
Mediamente i libri che ho scaricato o comprato sono perfetti. Con qualche lacuna: per mere riminiscenze liceali e per sperimentare ho scaricato la Vita di Vittorio Alfieri in formato epub da Google books (grazie alla New York public library per questo prestito permanente!) e ho trovato alcuni inspegabili salti pagina, alcune pagine mal impaginate, e soprattutto moltissimi errori nel riconoscimento dei caratteri (per chi conosce la lingua non è un problema,per gli altri?).

Vita di Vittorio Alfieri scritta da sé medesimo. Google books

una piccola sezione di Vita di Vittorio Alfieri scritta da sé medesimo. Google books

E’ noto che i libri presenti in Google book sono concepiti più per la loro trovabilità che per la fruizione pagina-dopo-pagina, mi chiedo però se/come Google stia riflettendo sulla qualità delle sue scannerizzazioni massive (e dei suoi metadati) (***)
Tutti i libri acquistati sono invece di buona qualità.
Ricordo che qualunque e-book reader (anche il mio francescano) permette di ingrandire a piacere i caratteri, senza perdere la fluidità della pagina (miracoli del formato epub, cioè di xml!) e quindi l’ebook va pensato, già adesso, come strumento che ha un elevato potenziale di utilità sociale, poichè è in grado di riconciliare alla lettura fasce di utenza come ipovedenti lievi, anziani, e in genere tutti coloro che non riescono più a leggere i caratteri in formato normale. Altro che gadget tecnologico!

La qualità del servizio (i librai)
Ho acquistato libri da tre diversi dealer: Bookrepublic, Simplicissimus e Apogeo (=Feltrinelli). In alcuni casi ho avuto piccoli problemi -essenzialmente per il download. Ho scritto ai rispettivi helpdesk ottenendo subito risposta cortese e risoluzione del problema. Un piccolo miracolo, per chi è abituato al pessimo trattamento destinato al cliente che contatta i call centre delle grandi imprese di servizi (fornitori di connettività, telefonia, luce ecc.). Non so se questo dipende dal fatto che le Bookfarm hanno una cultura del servizio superiore -di molto- alla media delle aziende, o dal fatto che i clienti sono ancora una nicchia e l’assistenza può quindi permettersi il lusso dell’accuratezza. Per quanto tempo le bookfarm riusciranno a garantire un cosi’ eccellente livello di assistenza?

La perniciosità dei DRM non social
Esistono due tipi di Drm, cd social DRM, che incorporano la tua identità al libro, così:

social drm

la prima pagina di un libro acquistato con social Drm. Se lo metto in circolo illegalmente o in modo maldestro, tutti sapranno che è mio, e mi creerò una pessima reputazione...


rendendone imbarazzante la diffusione nei circuiti peer to peer, e i libri bloccati da Drm. Essi -a meno che il Drm non venga “craccato”, cioe’ reso inattivo (già esistono guide esplicite su come fare), non permette la copiatura del file su illimitati dispositivi, ma solo su quelli che ho autorizzato. Su questi aspetti, e sulla dubbia utilità dei DRM nel mercato, segnalo una presentazione del CRELEB (Centro di Ricerca Europeo Libro Editoria Biblioteca dell’Università cattolica) presentato a febbraio 2011 a Ebooklab, un grande convegno dedicato agli Ebook

E adesso?
Ho provato l’ebook, continuerò a usarlo, diverrà un oggetto familiare, normale.
Ecco forse dobbiamo togliere all’e-book quall’alone di nuovismo che lo circonda, e trattarlo come un qualunque documento, un qualunque supporto, sincronico agli altri supporti.
Quando lavoro mi occupo prevalentementemente di reference, cioè di quell’attività di mediazione culturale che serve a facilitare le persone a trovare i documenti che servono loro, e più in generale a soddisfare i loro bisogni informativi.
Allora, se l’e-book è un documento come gli altri dovrò predisporre risorse semplici che ne facilitino il recupero, come questa ad esempio, o questa, oppure lavorare sodo su Google books, dove trovare una frase nel maremagnum dei libri è semplice, mentre trovare libri specifici in full text richiede più attenzione (ricordiamoci però che non possiamo chiedere a Google books di recepire le categorie concettuali degli opac, incomprensibili per i non addetti ai lavori)(****).
Dovrò supportare il mio utente meno esperto a destreggiarsi con i DRM, e con Adobe digital editions, dovrò supportarlo nel convertire un pdf in epub con strumenti di ebook management come Calibre, ed io stesso, come Istituzione, creare documenti in formato Epub, magari attraverso editor come Sigil.
E naturalmente conoscere bene il mercato, i contratti, le opportunità del prestito digitale di e-book.
Buon e-book a tutti🙂

—————–
(*) Dieci anni di e-book in biblioteca : bibliografia selettiva 2000-2010 = Ten years of e-books in libraries: a selective bibliography 2000-2010 / a cura di Paola Gargiulo, Domenico Bogliolo, Ilaria Fava. – Roma, AIDA 2011. <http://www.cenfor.net/10anniebooks.pdf>
(**) Per l’Istat i lettori forti sono quelli che leggono almeno 12 libri l’anno. Nel 2010 i lettori forti sono il 15,1% della popolazione cfr.: La lettura di libri in Italia. Statistiche in breve Diffuso il: 11 maggio 2011
(***) RONCAGLIA G. (2009). Google Book Search e le politiche di digitalizzazione libraria. DIGITALIA, vol. 2/2009; p. 17-35, ISSN: 1972-6201
(****) Sulle incongruenze e le difficoltà che si incontrano a trovare libri specifici su Google books Alberto Petrucciani. La bancarella planetaria e la biblioteca digitale: il punto di vista della ricerca e una possibile agenda per l’Italia Digitalia, Vol. 5, No. 1. (2010), pp. 9-31.

Una Risposta to “Due mesi con gli e-book. E adesso?”

  1. Marilena Puggioni Says:

    Come sempre chiara e essenziale. Non manca niente in questo lineare e scorrevole e stato delle cose. Molto utile il link a Digitalia, mi era sfuggito. Grazie.


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