Un seminario AIB: molte domande, alcuni temi chiave

31 gennaio 2011

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AGGIORNAMENTO: Il corso viene duplicato a Bari il 21-22 febbraio. Partecipazione gratuita riservata ai soci AIB, registrazione obbligatoria

Come cambia il modo di leggere, di studiare e di informarsi?

Quali sono i comportamenti informativi degli utenti, i loro stili cognitivi, i loro consumi culturali?

Qual’è la dieta mediatica degli studenti universitari italiani?

Quale uso dei social network nei giovani e nei “senior”?

E’ ancora attuale e utile il concetto di “digitale nativo” o è necessario trovare modelli più attenti alla complessità inter-generazionale ed alle variabili sociali?

fonte dell'immagine: flickr.com/photos/njla/3304080904/

I giovani leggono? Come leggono? Come si informano?

Quali sono i loro stili di apprendimento?

Quali aspettative hanno rispetto ai sistemi informativi della biblioteca? (continua…)

Ma capire come cambia la nostra utenza di riferimento non basta, se non ci si interroga sul contesto informativo all’interno del quale svolgiamo il servizio reference: un contesto definito da una situazione strutturale di sovraccarico informativo, a cui tutti siamo esposti, e di elevata disintermediazione/re-intermediazione, che impatta sulla la filiera del libro, della produzione di news e dell’editoria scientifica.

 

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Fonte dell'immagine: flickr.com/photos/jypsygen/3922750879

In una nuova “economia dell’attenzione” i detentori delle piattaforme tecnologiche e delle infrastrutture, che tendono all’oligopolio, indirizzano la visibilità e organizzano il quadro epistemiologico di riferimento. In questo contesto quale ruolo assumono le biblioteche, attraverso forme di supporto alla ricerca e information literacy? Quale e’ la posta in gioco?

Il servizio reference si avvale di tecniche specifiche, che consistono sia negli strumenti concettuali definiti, già negli anni ’40, dall’information retrieval, sia nell’applicazione di concetti base (rilevanza/pertienza, rilievo/precisione). Ma ci sono strumenti, come Google, contraddistinti da una logica apparentemente post-booleana, che è necessario padroneggiare per supportare gli utenti in un utilizzo consapevole del web.

La mappatura delle fonti del servizio reference è un’operazione concettuale che ci aiuta a rendere piu’ efficace l’attività di ricerca dell’informazione, purchè questa mappatura non elida la complessità delle fonti (la mappa non è il territorio) e la specificità delle esigenze dell’utenza di riferimento.

I criteri per la valutazione dei documenti web fanno parte di quelle abilità e competenze che sono alla base di un uso consapevole dell’informazione e di una compiuta cittadinanza digitale.

In breve:

questi sono i temi e le domande che provo a elaborare nel mio ultimo corso AIB, che si è svolto a Roma l’11-12 gennaio.

Vorrei ringraziare non solo l’AIB nazionale, che ha creduto in questo percorso formativo, ma anche i/le 32 colleghi/e che hanno partecipato al seminario, e lo hanno valutato in termini sostanzialmente positivi.

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