Open Thesis. Una risorsa che non ci convince

5 febbraio 2010

logo openthesis.org Open thesis è un archivio di tesi e dissertazioni.
Abbiamo già parlato, in questo blog, di Ethos un interessante progetto per la valorizzazione delle tesi di dottorato prodotte nel Regno Unito, promosso dalla British library.
Open Thesis è un progetto diverso, e non del tutto decifrabile: assomiglia molto più a un social network, in cui chiunque puo’ uploadare la propria tesi, che ad un archivio aperto, come invece suggerirebbe il titolo. Ma Open Thesis non ha nulla di “social”: non offre all’utente nessuna possibilita’ di interazione differente dalla vetrina della propria tesi.
Quello che non ci convince di questo stumento è innanzitutto il titolo “open”

: sappiamo che i repository istituzionali che consentono accesso aperto a documenti scientifici/accademici si ispirano a criteri chiari di qualità (a partire dai metadati) ed a policy sull’autorevolezza dei contenuti: Open thesis invece ci pare del tutto simile a Tesionline un sito di tesi (che tra l’altro incrementa ampiamente Google scholar, sul versante italiano, sob :-() molto visitato dagli studenti in cerca di idee.
Open thesis non è trasparente: nulla ci viene detto su quante tesi contiene, non è possibile un browsing per temi o per università (abbiamo tuttavia scoperto che ci sono 699 tesi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore): tutto cio’ che viene proposto è una maschera search. Cercando “Italy” abbiamo trovato alcuni documenti “No Title Provided” (senza titolo inserito).
Ci siamo registrati, e abbiamo visto che c’era l’opportunità di collegare il proprio utente al profilo di Linkedin. Open theses promette che “by creating a global repository of theses, dissertations, and other research documents, coupled with outstanding search and work-flow tools, and exposure to the major web search engines, OpenThesis will make these documents known worldwide, allowing other researchers to leverage your hard-won knowledge to further science for all of humanity“.
Open thesis propone infine, a quelle università che non hanno propri repository, un partenariato (in termini, cito, di “co-brand“) che prevede, per queste ultime, un “microsito” riservato nella piattaforma, del tipo “openthesis.org/nome-università”. Non ci sono dati sulle università che hanno aderito, ne sulle condizioni di accesso a questo servizio.
Da questo punto di vista, ci paiono più “open” e trasparenti social network come Slideshare, Flickr o Scribd, che almeno permettono all’utente di dialogare con gli altri, e di essere più consapevole, applicando una licenza Creative commons ai files uploadati…
Insomma, aspetto fiduciosa di essere smentita, ma Open Thesis mi sembra una risorsa “furbetta” con un titolo azzeccato.
Una risorsa che non ha il rigore dell’archivio aperto di carattere scientifico, ma nemmeno la sociabilità di un social network.
Infine, spiace un po’ che il concetto di “open” venga applicato a questo tipo di risorse, che sono davvero altra cosa: ma viriamo al positivo🙂 e prendiamo questo come un segnale di successo del meme “open”…

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: