Sblocca l’innovazione, apri i dati, riusali.

3 febbraio 2010

logo sito unloking innovationCosa direste se un sito governativo, anzichè mostrarvi le facce dei ministri, vi dicesse: “Siamo consapevoli che ci sono molte persone come te, fuori dal governo, che hanno le capacità e l’abilità di fare cose meravigliose con i dati pubblici“? (*)
Unloking innovation è il titolo di un sito amministrato dal governo britannico che mette a disposizione in formato aperto e riutilizzabile RDF, un numero cospicuo di dati statistici ufficiali.
Come funziona?

Posso cercare i dati che mi servono attraverso la lista completa oppure un motore di ricerca, o anche attraverso il browsing di tag (da accident a waste, per intenderci): una volta individuato il dataset di interesse, ad esempio “classes taught by more than one teacher” posso visionare i metadati, collegarmi alla pagina originaria dei dati, scaricandoli in formati diversi: fin qui si tratta di un bookmark particolarmente ben organizzato dei dati distribuiti tra i siti delle diverse organizzazioni governative.
Ma posso anche fare un’altra cosa: nella sezione sparql del sito posso selezionare un set statistico, formulare una query SPARQL (Sparql è il linguaggio di interrogazione per il formato RDF) ed ottenere i dati in formato rdf, pronti per riuso, mashup e altro.
Certo: non è un servizio per l’utente di base, cioè per chi, come me, non è esperto di RDF e non sa fare una interrogazione in sparql (ma chissà, studiando un po…).
Come osservato nel forum da alcuni utilizzatori, formulare query in SPARQL non è banale😦 anche se c’è un tutorial.

Tuttavia l’approccio mi sembra molto promettente.

Naturalmente, il riferimento esplicito del progetto è alla vision “rivoluzionaria” di un giovane grande vecchio del web: Sir Tim Berners Lee, che in una celebre videoconferenza di febbraio 2009 al think thank TED spiega cosa sono i linked data e perchè sono il futuro del web (semantico) e dell’informazione (libera).

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(*) We’re very aware that there are more people like you outside of government who have the skills and abilities to make wonderful things out of public data
(**) ho visto questa risorsa partendo da un post trovato su infoservi.it, blog di Alberto d’Ottavi
(***) Segnalo, per la sua accuratezza, anche “UK: rendere pubblici i dati pubblici” il memo pubblicato su Ciber Newsletter il 5 febbraio 2010.

2 Risposte to “Sblocca l’innovazione, apri i dati, riusali.”

  1. mario Says:

    Estremamente interessante! Dimostra, se ve ne fosse ancora bisogno, che per il mondo anglosassone la trasparenza e’ un valore pubblico preso sul serio.
    E quindi trasformare il “semplice” accesso alla visione dei dati la possibilita’ di utilizzarli e valorizzarli autonomamente.
    Niente da dire: bellissima cosa.


  2. Grazie Mario per il tuo commento, e benvenuto sul blog. A proposito di valorizzazione pubblica delle risorse, e’ interessante anche l’esperienza di Ethos – portata avanti dalla British library https://refkit.wordpress.com/tag/e-thesis/ che consiste nella valorizzazione delle tesi di dottorato prodotte dalle università inglesi. Ecco perche’, poi, i nostri amici vanno a vivere a Londra🙂 ciao


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