Kindle (e gli altri). Memo per riflessioni future

15 novembre 2009

Books aren't dead. They're just going digitalKindle, il lettore di e-books prodotto da Amazon è dal 19 ottobre disponibile anche in Europa, al prezzo di 259 dollari.
Recentemente e’ stato testato da Repubblica.
Kindle non è il solo book reader presente sul mercato: ad esempio, nel catalogo Mediaworld comincia ad essere presente una sezione dedicata, popolata da altri e-book reader (mentre scriviamo questo post essi risultano “non disponibili”, tuttavia).
E non va dimenticato che l’IPhone della Apple puo’ funzionare come un e-book reader attraverso il software propietario Stanza (e così anche altri smartphones, come Blackberry, diventano book reader attraverso il software Mobipocket, che produce files in formato MOBI).

Insieme ai differenti reader esistono anche differenti formati: la scelta di Kindle, ad esempio, e’ stata quella di non adottare EPUB che e’ il formato standard, free ed aperto per gli e-books, ma AZW, un proprio formato propietario e chiuso. Amazon sostiene che altri formati (Pdf ad esempio) sono comunque leggibili con Kindle (nel blog degli utilizzatori di Kindle abbiamo trovato un post e dei video su questo).

Contemporaneamente alla possibilita’ di comprare Kindle dallo store Amazon, e altri reader sui banchi della grande distribuzione specializzata, occorre che ci siano a disposizione contenuti in lingua italiana.

Mi sono chiesta allora: un ipotetico utente (biblioteche italiane comprese?) che volesse costruire una biblioteca digitale in lingua italiana per un e-book reader (Kindle o altri) su che risorse potrebbe contare?
Questo e’ il tema di questo post, che sottende un interrogativo sulla maturità di questo strumento per lo scenario italiano.

Cosa c’e’ su Amazon
Su Amazon un settore intero e’ dedicato ai books per Kindle (che, ricordiamo, hanno un formato nativo proprietario non standard e protetto da DRM: AZW) ma non siamo riusciti a capire, navigando nello store, quanti sono i libri in italiano (apparentemente pochissimi e di scarsa qualità, ma il criterio lingua non e’ tra quelli ricercabili). Sappiamo che e’ possibile sottoscrivere, su Amazon, un abbonamento annuo al quotidiano La Stampa per Kindle per 19,99 $ (ah, il fascino del numero “9” nei prezzi e’ duro a morire… :-))

Cosa c’e’ gratuitamente
Progetto Gutemberg, la grande biblioteca digitale che permette di accedere a piu’ di 30.000 libri gratuiti e di pubblico dominio offre i files, oltre che nei tradizionali formati pdf, html e TXT, in formati compatibili con i book-reader: EPUB, Mobipocket e altri formati per smartphones (QiOO mobile, Plucker…). In Project Gutemberg i libri in italiano sono (consultazione di oggi) 218.

Progetto Manuzio, la grande biblioteca italiana di libri elettronici ed audiolibri promossa dall’associazione Liber Liber non sembra offrire, ad oggi, libri in formato adatto per gli e-book reader, ma ha rilasciato, in modalità sperimentale, il celebre Pinocchio di Collodi in formato EPUB (Il formato EPUB, come si è detto, è il formato standard e aperto progettato appositamente per gli ebook – e non supportato da Kindle).

Devo ad un post uscito il 30 ottobre sulla mailing list e-book revolution l’informazione che Simplicissimus book farm (azienda distributrice italiana di E-book reader), sta lavorando alla versione EPUB dei testi digitalizzati nell’ambito del progetto “Biblioteca Italiana” (1700 titoli). Monitoriamo.

– I libri di Google books sono disponibili anche in formato EPUB [più precisamente, circa un milione di titoli in regime di pubblico dominio], che come abbiamo detto e’ il formato aperto per gli e-books reader, non supportato in modo nativo da Kindle.

Google books: Le ultime lettere di Jacopo Ortis scaricabili in formato EPUB

Google books: Le ultime lettere di Jacopo Ortis scaricabili in formato EPUB

Esistono poi vere e proprie biblioteche digitali (come chiamarle altrimenti?) esclusivamente orientate all’offerta di libri per e-book reader:

Many books.net offre una collezione free di libri per e-books (scelto un titolo dal menu a tendina e’ possibile scaricare il libro nel formato desiderato). Sono dichiarati 25.309 libri (consultazione di oggi) di cui 195 in italiano: classici, ma anche no, un po di tutto…La sensazione e’ quella di frugare negli scaffali di un rigattiere.

– La sezione text archive di Internet archive permette di accedere a 1.756.861 documenti, e il download in formato EPUB. anche in questo caso non siamo riusciti a verificare quanti sono in italiano, ma possiamo dire che che Project Gutemberg (218 titoli in italiano) incrementa gli archivi di Internet archive

Feedbooks.com è a metà tra una biblioteca digitale per e-book readers ed un social network: permette infatti di scaricare libri di pubblico dominio ma anche, registrandosi, di caricare il proprio (quello di cui si è l’autore), per diffonderlo e trovare lettori e fan.

Mobipocket è una azienda che produce l’omonimo software per book reader e smartphones (con relativo formato MOBI), e nel suo sito ha una collezione di libri digitali: quelli in italiano sono 103, ed i titoli non sono particolarmente incoraggianti…

E-books reader in biblioteca?

E’ forse davvero troppo presto per ragionare su questa ipotesi: provo a sottolineare qualche difficoltà/perplessità

1) l’editoria italiana (e i libri in lingua italiana) non sono ad oggi pienamente disponibili per i reader. Sarebbe utile sapere quali sono -a questo proposito- le strategie dei grandi editori scientifici (e non) italiani

2) I formati: insieme al formato aperto EPUB si stanno affermando una babele di formati propietari o semi-propietari non standard propri di ogni reader/smartphone (MOBI, PRC, AZW, STANZA) la cui interoperabilità non mi pare sia scontata: da questo punto di vista non si può che registrare un enorme passo indietro, se l’obiettivo è quello di lavorare su formati aperti, leggibili con ogni dispositivo e anche con un pc. Naturalmente, a monte di questa babele c’è il tema dei DRM (Digital rights management) che sono i diritti applicati ai best-seller che Amazon vende nel suo Kindle store.

3) Modello di business: i documenti non di pubblico dominio che compro per un un e-books reader sono miei? in altre parole acquisico il possesso o il diritto all’accesso? Per i libri con DRM sembrerebbe si tratti di un semplice accesso: è nota la vicenda dei libro “1984” e “La fattoria degli animali” di Orwell spariti dallo Store Kindle, ma -questo è il punto- anche dai singoli dispositivi (vedi New York Times, 18 luglio 2009)

4) Poco sappiamo su quanto questi dispositivi rispondano ai criteri di accessibilita’, che diventano fondamentali e dirimenti se gli e-book reader vengono acquistati da biblioteche con denaro pubblico per una utenza universale.

Su questi punti (e anche su altri, che sicuramente mi sfuggono) sono benvenute riflessioni future.

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Disclaimer
Questo post è stato scritto sulla base di alcune letture, conversazioni e navigazioni, con l’obiettivo di fare il punto, in modo provvisorio, di alcune suggestioni. E’ probabile che nei contenuti espressi ci siano alcuni errori: siamo lieti e grati se vorrete segnalarceli nei commenti

Nota
Sul tema e-books / formati / accessibilità / usabilita’ segnalo che a Padova, il 18-19-20 febbraio 2010 nell’ambito di Cultura senza barriere, un Convegno nazionale dedicata ai temi dell’accessibilita’, ci sara’ un intervento di Gino Roncaglia dedicato al tema dei formati adottati dagli e-books reader anche in relazione alla loro usabilita’ (e’ disponibile un video che anticipa qualche contenuto).

5 Risposte to “Kindle (e gli altri). Memo per riflessioni future”

  1. Cristina Giavoni Says:

    Grazie Laura, interessante. Ti segnalo che la Biblioteca di Cologno Monzese sta avviando un progetto di prestito di e-books e E-book readers. Stiamo valutando ora i contenuti da proporre ai nostri utenti, che disporrebbero dunque anche del reader.


  2. Grazie a te per il commento. E’ ancora piu’ interessante la sperimentazione che state facendo a cologno monzese… Io lavoro in una biblio accademica, e sono sempre sorpresa dalla dinamicità delle civiche (voi, bologna, la nostra Berio di Genova, altre), della loro capacità di leggere i bisogni informativi reali delle persone. Credo che siate tra le prime biblioteche in italia a fare questa prova…E’ così?

  3. Manuela D'Urso Says:

    Si’ vediamo se noi riusciamo ad organizzare qualcosa di analogo per i testi d’esame universitari!

  4. Cristina Giavoni Says:

    Cara Laura, ti terrò informata. Per ora sono stati acquistati mi pare 10 devices di diverso tipo. Non mi risulta che in Italia ci siano biblioteche civiche che prestino e-book e/o e-book reader. Abbiamo raccolto un pò di materiale su quanto accade all’estero e sugli esperimenti fatti in tal senso.


  5. @manuela grazie per il commento: anche questa sperimentazione mi sembra davvero importante: i libri di testo sono quanto di piu’ richiesto (e deteriorato!) nelle biblioteche accademiche

    @cristina grazie per la replica, non perdiamoci di vista…


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