Wikipedia: la fine dell’ “open edit mode”?

25 agosto 2009

Wikipedia è uno strumento molto utilizzato dai nostri utenti: ce ne siamo occupati, in questo blog, perchè pensiamo sia necessario, come bibliotecari di reference,  avere piena consapevolezza dei meccanismi che sono alla base del suo funzionamento.
Secondo un articolo del New York Times pubblicato oggi, la versione inglese dell’enciclopedia (3 milioni di voci il 17 agosto, 10.374.000 utenti registrati) sta attivando delle nuove regole, che prevedono la “validazione” delle voci da parte dei redattori più esperti (gli administrators, che sono attualmente 1600 circa).
Quindi, cade la regola dell’ “open edit mode in base alla quale chiunque può inserire/emendare una voce.
In realtà le cose non stanno proprio così…

La pagina di Wikipedia con il trial del progetto di revisione degli articoli

La pagina di Wikipedia con il trial del progetto di revisione degli articoli


…perchè questa procedura sarà applicata solo alle voci di persone viventi, che sono quelle più delicate, soggette a continue integrazioni e a qualche vandalismo (inserimento continuato e consapevole di informazioni false e denigratorie da parte di utenti anonimi).

Nello specifico, la nuova regola prevede che finchè la voce non è “flagged” cioè validata da un editor esperto essa non apparirà nella versione pubblica.
Questa procedura è già in opera, ad esempio, nella versione tedesca di Wikipedia, con la significativa diferenza che, mentre nella versione inglese il rapporto è di 10.374 utenti registrati contro 1.600 editor, nella tedesca è 5.162 contro 1.000, cioè la metà [spero di aver ben interpretato la pagina in tedesco, sono apprezzate correzioni].

Jimmy Wales, il fondatore di Wikipedia, dice, nell’articolo del NYT, che si tratta solo di un test, che ha per obiettivo di verificare quanto tempo ci vuole (minuti? settimane?) a visionare e validare un articolo.
Questa scelta sembra essere l’effetto di una serie di incidenti relativi a compilazioni maldestre e diffamatorie: il NYT sostiene di aver lavorato direttamente con alcuni amministratori di Wikipedia sulla voce David Rohde, un corrispondente in Afghanistan rapito dai Taliban (e poi fuggito a giugno 2009), ritenendo che la riservatezza rispetto alla sua vicenda potesse in qualche misura salvagurdarlo. Viene poi citato il noto caso Seigenthaler, un giornalista americano, amico della famiglia Kennedy, nella cui voce di Wikipedia utenti anominimi avenvano introdotto, nel 2005, false voci su un suo coinvolgimento nei delitti politici di John e Bob Kennedy (attualmente nella pagina dedicata su Wikipedia si fa cenno a tutta la vicenda, e c’è una ritrattazione).

La BBC riprende la notizia sulla nuova policy di Wikipedia aggiungendo qualche dettaglio: ci sara un trial di 2 mesi; da un sondaggio online, promosso da Wikipedia, emerge che la maggioranza dei redattori sono d’accordo; il cambiameno sarà discusso a Buenos Aires il 26-28 Agosto, alla conferenza annuale dei wikipediani.

Cosa ne pensano i wikipediani?
Wikipedia gestisce questo passaggio con la consueta trasparenza: ecco la pagina di Wikipedia dedicata al wikiProject “flagged revisions” che ci aiuta a capire il punto di vista dei wikipediani: in pieno stile wiki, la proposta è stata messa ai voti ed è stata approvata (**): in questa lunga pagina è possibile leggere non solo i risultati delle votazioni, ma anche le motivazioni dei singoli editor rispetto alla proposta. Riassumere questi punti di vista non è semplice: proviamo a indicare che i favorevoli dicono che si tratta di salvaguardare la reputazione di Wikipedia, che le “flagged revisions” sono un buon compromesso tra il “chiunque puo’ editare” e la semi-blindatura degli articoli (che già di fatto avviene, per voci come Barack Obama), e infine che comunque un trial va fatto (“anche nel software libero chiunque può apportare modifiche, ma le patch sono sottoposte a un controllo di qualità”, dice ad esempio Seraphimblade).
I contrari evocano innanzitutto problemi tecnici (creare questo meccanismo non è banale), l’aumento della “burocrazia degli editor”, e la vaghezza del trial (quale durata, quale campione di voci sarà concretamente oggetto del test). Alcuni, poi, fanno riferimento alla situazione tedesca (più di 11.000 voci in arretrato), ed al concetto di “fiducia” che deve continuare ad essere la base del lavoro dei wikipediani.

Wikipedia e’ un organismo delicato, nella misura in cui, a causa della sua enorme popolarità “ha il potere di alterare il mondo che vorrebbe documentare” (*): le regole che si propone di adottare riguardano, si è detto, solo le biografie dei personaggi viventi, tuttavia le reazioni non sono tutte positive (oltre che sulla pagina già citata in wikipedia si possono vedere anche i commenti su Twitter, non tutti entusiastici).

twitt-wiki

C’è da chiedersi se questi problemi, e queste scelte, dipendano dall’intrinseca inadeguatezza del meccanismo proprio dell’open edit mode o non, piuttosto, da una crisi di crescita di Wikipedia, e dall’eccessiva esposizione a cui è sottoposta.

————————
(*) La citazione è di Jospeh Reagle, professore di Comunicazione della New York University, autore nel 2008 di una tesi di dottorato su Wikipedia
(**) più precisamente: 720 editors hanno partecipato al voto. Il risultato finale è stato 429 a favore, 282 contro, 9 neutrali. (59.6% a favore, 39.2% contro, 1.2% neutrali)

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