Google ha vinto? Un reportage di La Tribune

19 agosto 2009

La Tribune è un giornale politico-economico francese, in qualche modo simile al nostro Il Sole 24ore.
Il 18 Agosto, ieri, pubblica in prima pagina un ampio e documentato reportage sulla digitalizzazione dei libri della BNF, ripreso oggi in Italia da Repubblica e Corsera (19 Agosto pag 21).
Costruiamo questo post sulla lettura, di prima mano, del reportage de La Tribune (il link, qui, è all’anticipazione su web).
Il succo dell’articolo in prima pagina: “Google a gagné” è che…

La Tribune 18 Agosto 2009

La Tribune 18 Agosto 2009



Google è in trattativa con BNF per la digitalizzazione dei suoi fondi: la strategia di Google, secondo l’editorialista, è vendere i libri online, e sfidare così Amazon. Gli editori francesi, in ordine sparso, non possono fronteggiare questa offensiva. La biblioteca nazionale francese, che nel 2005 con il pamphlet Quand Google defie l’Europe“, si era posta come modello alternativo europeo a Google books adesso si è lasciata sedurre dal gigante di Mountain View.

Va sottolineato che la BNF, nel suo sito, ha smentito di aver stipulato alcun accordo con Google, pur senza escludere un futuro partenariato, volto a rendere accessibili opere non coperte da copyright, e ha rilanciato i progetti Gallica ed Europeana.

L’articolo in seconda pagina de La Tribune, a firma Cécile Barbière, è più articolato: in una intervista, Denis Bruckmann, Direttore delle collezioni della BNF afferma che il costo per la digitalizzazione dei libri è molto elevato (fino a 0,74 euro/pagina) e che un accordo con Google permetterebbe eventualmente di velocizzare tutto il processo (leggere: di abbattere i costi). A sua volta, il responsabile Google book per l’Europa, Santiago de la Mora dichiara che gli editori americani (sebbene sia aperta una class action…) stanno raggiungendo un accordo che permetterà a Google di vendere i libri digitalizzati al prezzo scelto dagli editori (mentre Amazon impone i suoi prezzi standard).
Gli editori francesi sembrano invece respingere un partenariato che li metterebbe di fronte ad un fatto compiuto: su Google books sono già digitalizzati 150.000 libri di autori francesi (Gallica dichiara 115,745 monografie, di cui 60,962 consultabili in modalità testo).

La Tribune, 18 agosto 2009: La guerre des livres en ligne

La Tribune, 18 agosto 2009: La guerre des livres en ligne

La seconda parte del reportage (a firma Cecile Barbière e Jean Baptiste Jacquin) è una intervista agli operatori del settore (in Francia l’editoria non si presenta in regime di semi-monopolio come da noi).
Alain Kouck (vicepresidente del gruppo Editis, il secondo maggior gruppo di editori e distributori francesi) richiama gli editori europei alla “vigilanza” ed alla “fermezza” rispetto a Google, mettendo in dubbio che l’accordo tra editori e Google possa essere validato dalla giustizia americana.
Kouck sottolinea che le opere protette pubblicate da editori francesi corrispondono a 500.000 titoli, ed allude alla possiblità di una piattaforma alternativa per l’e-commerce, più rispettosa degli editori, che applichi la legge Lang (che prevede che un libro non possa assere venduto a un prezzo diffrerente di quello proposto dall’editore, come invece fa Amazon in USA), ed un ragionamento sull’IVA, che, in Francia, favorisce i libri stampati ma non ancora quelli digitali.

Il reportage dà poi voce a Virginie Clayssen (SNE Sindacato nazionale dell’Edizione) che sottolinea l’importanza, per l’editoria francese, di investire in maniera unitaria in una propria infrastruttura tecnologica per l’e-commerce, in modo da padroneggiare i propri archivi di dati e i documenti digitalizzati.
Tuttavia, ad oggi, sottolinea Clayssen, il modello è un altro: i grandi editori francesi, Hachette da un lato e Gallimard – Flammarion dall’altro, hanno loro piattaforme aziendali.

Questo reportage ci è parso interessante perchè ci dà l’idea della complessità degli interessi, economici, culturali, ma anche di immagine che stanno dietro al tema delle delle biblioteche digitali.
La Francia, che ha una lunga tradizione di tutela della cultura nazionale (a partire dal culto della francofonia) imposta il dibattito in termini quasi identitari, ma è evidente che a monte c’è la percezione dell’insostenibilità economica di un processo di digitalizzazione su ampia scala.

D’altro canto, le biblioteche nazionali, in mancanza di una vision e di politiche certe, corrono davvero il rischio, se questi sono gli scenari, di diventare meri serbatoi di libri all’interno di un conflitto che si gioca altrove, tra Amazon e Google, per la conquista del mercato del libro online.
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NOTE
Segnaliamo:
– Un articolo di approfondimento sul modello Google books, recentemente pubblicato su Biblioteche oggi (Giugno 2009): Anna Maria Tammaro Il caso di Google books e le biblioteche digitali.
– Un altro contributo di Antonella de Robbio ci aiuta ad approfondire il tema: La gestione dei diritti nelle digitalizzazioni di massa. Un’analisi alla luce del caso Google Book Search in: Bibliotime XII, 2 luglio 2009

Sull’ANSA (19 agosto) c’è una dichiarazione di Antonia Ida Fontana, Direttrice della BNCF: “Con Google ne stiamo parlando da tempo – spiega – e della pratica si sta ora interessando al ministero dei Beni Culturali il direttore generale per la valorizzazione Mario Resca. Penso che all’Italia possano venirne solo vantaggi” …

Il testo completo del regolamento tra Google ed autori ed editori relativo alla gestione dei libri digitalizzati dalle biblioteche, presentato ad ottobre 2008 per porre fine alla controversia giudiziaria, e’ disponibile qui; Esiste un riassunto supersintetico curato dall’ALA (qui) e tradotto in francese. Google ha predisposto anche una pagina illustrativa dell’accordo in italiano.
L’accordo dovra’ essere validato dai giudici della corte Federale di New York il 4 settembre 2009.
Segnalo alcuni commenti all’accordo: Peter Suber (Open Access news), Bonaria Biancu (The geek librarian).

2 Risposte to “Google ha vinto? Un reportage di La Tribune”


  1. grazie Laura per la sintesi!

  2. refkit Says:

    Grazie a te per il commento. Come scrivi nel tuo blog: “Informarsi, impegnarsi, inoltrare”. Ci si prova.


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