Programma Britannica Webshare. Perplessità

10 maggio 2009

Dear laura,
Congratulations: as a Web publisher you’ve been approved for complimentary access to Britannica Online. This message contains the information you’ll need to sign up for your free one-year subscription to our Web site, which includes the entire Encyclopædia Britannica…”

Con questa email l’Enciclopedia Britannica mi comunica, il 7 maggio, che Refkit stato inserito nel programma Britannica Webshare. Il programma permette al webmaster di inserire nel proprio blog dei widget per far accedere i propri lettori alle informazioni della Britannica online oppure di linkare le singole voci della Britannica in ogni singolo post . Per testare e capire meglio questo servizio avevo fatto richiesta ad agosto 2008, appena aperto questo blog. La risposta è arrivata, suppongo, non appena il Refkit ha cominciato a registrare qualche contatto in più. Il meccanismo è il seguente: mi è stato inviato un codice per accedere alla Britannica come abbonato “premium”, da inserire in un modulo online con le mie generalità. Ma qui iniziano le perplessità: …


… Guardando alcune voci a campione non mi è per ora chiara la differenza, in termini di contenuti, tra l’accesso “premium” e quello free, se non che quest’ultimo è fittamente popolato da banner pubblicitari. La seconda perplessità è che i widget vanno inseriti modificando il codice CSS di WordPress, funzione attualmente non attiva nella versione free di WordPress (che ad oggi è quella adottata da di RefKit), la terza perplessità è che per linkare le voci Britannica non è necessario aspettare di essere ammessi nel programma Webshare, visto che essi sono in chiaro anche nella versione free (come confermato in un post del blog ufficiale degli utenti di Britannica Webshare del 19 febbraio). Britannica dichiara che l’obiettivo del programma Webshare è “to make Britannica reference material generally available to the people on the Internet“: naturalmente è anche una operazione di marketing [Britannica / Wikipedia]: in questo modo Britannica cerca di recuperare il primato di Wikipedia in rete, le cui voci, molto citate e linkate nei blog, sono “premiate” dal Pagerank di Google. Fa parte di quella “guerra delle enciclopedie” la cui storia è tutta da scrivere (*).

(*) Da segnalare, sul tema, il contributo di Fabio Metitieri  “Spiacenti, la conoscenza enciclopedica si è trasferita online. Wikipedia e le altre: un fenomeno in rapida espansione destinato a determinare cambiamenti di portata epocale” in Biblioteche oggi, gennaio-febbraio 2009

2 Risposte to “Programma Britannica Webshare. Perplessità”


  1. grazie Laura per aver condiviso questa piccola avventura: a me Britannica non mi ha mai accettato, alla faccia della presentazione del servizio che sembrava alla portata di chiunque “pubblicasse contenuti sul web”.
    facci sapere se la cosa evolve in una direzione migliore da quella che ci segnali qui!
    mi permetto anche di linkare la versione web di un piccolo intervento che ho fatto alle Stelline quest’anno, i temi sono (anche) quelli delle enciclopedie online: http://nonbibliofili.splinder.com/post/20082577/Partecipazione+e+credibilit%C3%A0+


  2. Ciao Virginia, grazie per il tuo commento! No, non ci sono novità rispetto a Britannica webshare. Ero presente a quel seminario alle Stelline, ed ho molto apprezzato il tuo intervento, che in effetti commento in questo blog, il 18 marzo, qui: https://refkit.wordpress.com/2009/03/18/stelline/ — A presto, laura


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