Conversazione con un wikipediano

5 aprile 2009

Chi scrive su Wikipedia? Perché? Come funziona, dall’interno, questa struttura reticolare e complessa? Come si autoregola la comunità degli autori?
Abbiamo avuto l’opportunità di avvicinare G.L., studente ed utente della biblioteca dove lavoriamo, studioso di storia locale, autore da più di cinque anni di numerose voci di Wikipedia, e gli abbiamo posto alcune domande.
Abbiamo chiesto a G.L. di raccontarci la sua esperienza di wikipediano.
Questa conversazione, rivista ed approvata dal nostro interlocutore, ci offre una prospettiva ravvicinata del lavorìo che c’è dietro alla celebre enciclopedia libera (1).
Abbiamo articolato la conversazione in alcuni punti. Eccoli:
– Come si diventa wikipediani
– Vita da rete. Il lavoro di gruppo, la reciprocità
– Zonali, tematici, osservatori, ortodossi, neofiti: una tipologia dei wikipediani
– Costruire l’enciclopedia. Il processo di “wikificazione”
– Il punto di vista neutrale
– Il bello di essere wikipediano
– Cosa può distruggere Wikipedia
– A che pro? Reputazione, gratificazioni, economia del dono. E incidenti di percorso

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Come si diventa wikipediani?

GL.: “Per caso. Sono nato a Genova, ma passo le mie estati a Bobbio e faccio parte dell’Associazione “Amici di San Colombano”: le altre associazioni legate a San Colombano mi avevano fatto notare che questo tema, trattato con accuratezza all’estero, era invece trascurato in Italia: come esempio di questa disattenzione mi indicarono Wikipedia, nella cui versione inglese e francese le pagine dedicate a Saint Columbanus / Colomban de Luxeuil erano molto curate, mentre nella versione italiana c’era ben poco. A questo punto io ed altri due amici ci siamo interessati… Un mio amico ha iniziato a fare foto e video, ed io a curare voci su Wikipedia. Tre-quattro anni fa mi sono appassionato ed allargato su altri temi: la provincia di Genova e Spezia, Nord Italia, Liguria, Emilia, Lombardia inserite nel contesto storico alto-medievale: da qui una mappatura di questi territori, a partire dagli archivi storico e diocesano, piccoli viaggi per biblioteche alla ricerca di libri…
Mi occupo di Wikipedia tre ore in media a collegamento, due o tre volte a settimana, escludendo il periodo estivo, in cui dirado l’attività. Adesso sto seguendo un centinaio di voci, che sono frutto della continua riarticolazione delle voci di rimando che partono dal nucleo “originario” Bobbio e la sua storia, San Colombano… Mi sono perso. A partire da questi temi mi occupo oggi di tutto il contesto alto-medievale sia italiano che europeo collegato al tema storico del monachesimo irlandese.

Vita da rete. Il lavoro di gruppo, la reciprocità

Dalla conversazione emerge che in Wikipedia si aggregano gruppi di redattori, che hanno scelto, in base ai loro interessi personali, di “tenere sotto osservazione” la stessa voce o gruppi tematicamente omogenei di voci. Questo significa che, non appena un redattore accede al wiki ha sott’occhio le variazioni effettuate da sé e da terzi nelle voci d’interesse.

G.L.: “…Non conosco personalmente gli altri curatori delle voci di cui mi occupo, non solo perché hanno dei nick ma perché a volte lo stesso autore ne ha più di uno, che usa a seconda dell’argomento. Siamo comunque un gruppo di interesse, e correggiamo reciprocamente le nostre voci, su cui tutti abbiamo sviluppato interesse e competenza. Talvolta poi si “inseriscono” altre persone, che aggiungono nozioni, informazioni bibliografiche supplementari, approfondiscono / implementano aspetti specifici.
Gli amici dell’Associazione di San Colombano all’inizio erano solo incuriositi dal mio attivismo su Wikipedia ma poi, vedendo il risultato, si sono divertiti anche loro, iniziando ad inserire foto in Wikipedia e video su Youtube. In realtà quello che a mio avviso permette lo sviluppo di Wikipedia e la collaborazione fra autori, è che ogni singola voce può essere estesa (attraverso un appropriato sistema di link e rimandi) in modo praticamente illimitato, permettendo a ciascuno di integrare e valorizzare in maniera armonica le proprie conoscenze.
Non è facile apprendere la tecnica enciclopedica di scrittura, e bisogna accettare di essere corretti da terzi, o che alcune parti di un proprio contributo vengano cancellate. Generosità, in questo caso, è avere un approccio costruttivo agli errori altrui, cioè non limitarsi a cancellare le voci, ma riprendere pazientemente in mano il lavoro e riscrivere le parti che non vanno, senza eliminare quello che di interessante la persona inesperta o entusiasta può aver scritto. Cancellare tutto quello che altri hanno scritto in modo non corretto è sbagliato, perché si scoraggia il neofita. Esso va invece accompagnato, valorizzando gli spunti interessanti che ha inserito, utilizzando in maniera appropriata il sistema di messaggistica che c’è tra wikipediani. E’ un lavoro di cucitura paziente che comporta anche sacrificio ed altruismo da parte di chi corregge. Chi usa bene internet ritiene di poter essere un buon redattore di Wikipedia, ma non è vero, perché Wikipedia non è solo Internet ma è un “mondo a parte” con le sue regole e le sue tecniche [il cd processo di wikificazione, vedi sotto]: Wikipedia è una enciclopedia e in essa vanno inserite voci tendenzialmente enciclopediche. Punto.
Io attualmente correggo e sono corretto in egual misura. Quando accedo a Wikipedia la prima cosa che faccio è monitorare le mie voci e quelle “sotto osservazione” per vedere le modifiche degli altri, e sono contento delle correzioni e delle integrazioni ai miei testi, perché denotano interesse e attenzione verso il tema trattato“.

Wikilove è un termine coniato con l'andar del tempo sulla mailing list internazionale di Wikipedia e si riferisce ad un generale spirito di collegialità e mutua comprensione: http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Wikilove

Wikilove è un termine coniato con l'andar del tempo sulla mailing list internazionale di Wikipedia e si riferisce ad un generale spirito di collegialità e mutua comprensione: http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Wikilove

Zonali, tematici, osservatori, ortodossi, neofiti: una tipologia dei wikipediani

Nel corso della conversazione con G.L. viene tracciata quasi una “tipologia” dei wikipediani attivi

G.L.: Non tutti i redattori di Wikipedia sono uguali: nella mia esperienza ho incontrato “tuttologi”, “zonali” e “tematici”. I “tuttologi” sono quelli che si occupano di più temi, anche molto diversi tra loro, seguendo un filo logico imperscrutabile per gli altri; gli “zonali” sono coloro che curano tutti gli aspetti di un particolare territorio, senza muoversi mai da esso; i “tematici” coltivano invece un solo tema, di cui esplorano tutti gli aspetti. Ci sono poi i “correttori”, gli “osservatori” gli “ortodossi” ed i “neofiti”: questi ultimi sono quelli che si affacciano al mondo di Wikipedia, e che vanno aiutati; gli “ortodossi” sono coloro che applicano sempre alla lettera le norme di wikificazione, e talvolta “stroncano” alcune voci, senza però proporre soluzioni, o spiegare concretamente in che cosa ritengono che la voce si discosti dalle regole: inseriscono flag che indicano che la voce non è completa, o che va maggiormente argomentata, senza suggerire al compilatore, concretamente “cosa non va”. Gli “osservatori”, come i “correttori” non compilano mai voci loro, ma guardano qua e la un po tutto, inviano messaggi di correzione, o le effettuano loro stessi: ortografia, sintassi, punteggiatura: svolgono un lavoro fondamentale, un po oscuro e laborioso, ma utilissimo e completamente di servizio di “pulizia” e revisione delle voci.

Logo che indica: Be bold!, sii audace, cioè non temere di modificare una pagina: http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Non_aver_paura_di_fare_modifiche

Logo che indica: Be bold!, sii audace, cioè non temere di modificare una pagina: http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Non_aver_paura_di_fare_modifiche

Costruire l’enciclopedia. Il processo di “wikificazione

Per costruire una voce in Wikipedia non basta scrivere ciò che si sa, ma bisogna seguire un workflow specifico, cioè modellare il proprio testo alle regole interne che garantiscono la qualità e una certa uniformità, almeno formale, dell’enciclopedia come sistema interconnesso. Questa parte dell’intervista ci aiuta a pensare a Wikipedia non come una somma di voci ma come un ecosistema complesso, completamente innervato dal sistema dei link e dei rimandi, e proprio per questo irriducibile alle versioni online delle enciclopedie tradizionali.

G.L.:”…Ogni pagina deve essere categorizzata: religione, storia, portali tematici, che sono a loro volta suddivisi in categorie… E ogni voce va contestualizzata a livello geografico, e va costruito l’indice iniziale. Tutto ciò va inserito e collegato. La wikificazione è una cosa molto concreta, perché, in ultima istanza, si tratta di una serie di cose -da fare- anche graficamente, utilizzando i templates adeguati a seconda della voce. Ci sono regole base, anche di tipo editoriale, che vanno apprese “facendo”. E’ possibile sbagliare, ma si è corretti dagli altri che hanno maggiore esperienza. Il meccanismo della correzione è reso possibile perché ogni wikipediano può “scegliere” attraverso il suo pannello di controllo quali voci (sue e no)”tenere sotto osservazione”, nel loro sviluppo ed evoluzione. Per questo i wikipediani che reciprocamente si correggono di solito condividono il medesimo focus di interesse
Inoltre vengono lanciate, a livello globale, delle routines che fanno un controllo ortografico dei testi che devono essere normalizzati. Ad esempio, il termine Emilia-Romagna è stato “wikificato” con il “trattino” e chiunque voglia collegarsi a quella voce deve scriverla in maniera uniforme (pena ovviamente il non funzionamento corretto dell’iperlink), ma questo vale anche per gli accento, ed altri dettagli ortografici.Un’altro aspetto da tenere sotto controllo sono i rinvii e le disambiguazioni.
Anche se, grazie all’attuale sviluppo di Wikipedia, quasi ogni parola può essere l’oggetto di un link ipertestuale il redattore deve inserire i collegamenti con misura e sobrietà, ed evitando ridondanze (2-3 link per paragrafo sono accettabili). I link esterni sono utili, ad esempio, quando si tratta di spiegare un termine oscuro: ad esempio, è stato utile collegare il termine scriptorium/scriptoria a “Centro scrittorio“, perché effettivamente ciò aiuta il lettore a capire l’argomento.
Alcune voci vengono “blindate” dal gruppo che se ne occupa non solo quando sono troppo controverse, ma anche perché, essendo voci enormemente vaste e di grande popolarità, sono ormai “sature” hanno cioè raggiunto il punto critico di esaustività, sono correttamente “wikificate”, e si ritiene che su di esse nulla può essere aggiunto.
Le voci di Wikipedia, proprio perché enciclopediche devono essere sintetiche, ed hanno quindi un limite non forzabile rispetto alla loro lunghezza: nessuna voce può dilagare per decine di pagine (che nessuno leggerebbe), ma va, semmai, opportunamente smembrata in sotto-voci, aprendo una nuova “storia”, in un processo di gemmazione/proliferazione reticolare e potenzialmente illimitato“.

Il punto di vista neutrale

Il “punto di vista neutrale” (Neutral point of view, NPOV) è la caratteristica (o perlomeno l’aspirazione) metodologica-deontologica fondamentale di ogni articolo pubblicato in Wikipedia. Abbiamo chiesto a G.L. in che cosa esso consiste, nella sua esperienza concreta

G.L.: “…La neutralità si esplicita attraverso diversi aspetti – il primo è non considerare il tema solo dal proprio punto di vista e solo a partire dal proprio interesse: ad esempio, se io curo la storia di un piccolo comune, metto in atto il punto di vista neutrale (NPOV) se, in relazione alle altre voci, non tratto quel comune – che rappresenta il mio focus di interesse – come la località più importante di un territorio. NPOV è quindi tenere conto del contesto e del reticolo di relazioni in cui il mio tema si inserisce, e rispettare quella relatività. Si tratta cioè di scegliere –rispetto al proprio tema – un punto di vista “copernicano”: la mia voce è parte di una galassia complessa, spesso ancora da “wikipedizzare”, e non è il centro del mondo! Questa visione “distorta” del tema che si sta trattando contraddice il NPOV ed è molto frequente – quasi sempre in buona fede – tra i nuovi redattori, che vengono però corretti.

Un altro aspetto del NPOV è la corretta citazione delle fonti (note di reference, bibliografia), che vanno tutte esplicitate. Poiché Wikipedia è pensata come strumento di divulgazione, ogni concetto che si usa in un articolo deve essere opportunamente spiegato con un “apparato critico” semplice ma rigoroso, che permetta al fruitore di approfondire l’argomento, e farsi un’idea per conto suo, in autonomia. E’ una operazione di trasparenza.

Il NPOV è violato poi in modo patente da chi fa “terrorismo” cioè inserisce in alcune voci argomentazioni di parte, o pareri personali non adeguatamente suffragati da elementi bibliografici verificabili, allo scopo di fuorviare il lettore. Poi ci sono i vandali “veri e propri” che intervengono a gamba tesa sulle voci, cancellando arbitrariamente pezzi ed aggiungendo commenti personali, scarabocchi fuori luogo…

Logo della Counter-Vandalism Unit di Wikipedia, progetto di collaborazione nella lotta ai  vandalismi attivo su en.wiki ed altri progetti http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Gestione_del_vandalismo

Logo della Counter-Vandalism Unit di Wikipedia, progetto di collaborazione nella lotta ai vandalismi attivo su en.wiki ed altri progetti http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Gestione_del_vandalismo

Un’altra violazione del NPOV è intervenire utilizzando argomenti non enciclopedici, ad esempio fare promozione (Wikipedia non può sostituire la proloco di un comune), pubblicità occulta. Un argomento “non enciclopedico”, e quindi non aderente al NPOV, è un argomento che non aggiunge informazione su un fenomeno. Spesso si tratta anche di stile: un aggettivo di troppo, l’abbandono della terza persona singolare…
Non è sempre vero che una voce si avvicina al NPOV quando non è più modificata: il fatto che una voce non sia più cambiata può certo essere indice di buona qualità raggiunta, ma può anche significare, per gli argomenti particolarmente “di nicchia”, che essa non è interessante, non è letta, non ha altri cultori eccetto il redattore“.

In wikipedia non è amessa la pubblicità

In Wikipedia non è amessa la pubblicità : http://it.wikipedia.org/wiki/Aiuto:Cosa_non_mettere_su_Wikipedia

Il bello dell’essere wikipediano

Abbiamo chiesto a G.L. cosa gli piace di più dell’attività di redattore di Wikipedia

G.L.: “Naturalmente i complimenti degli altri wikipediani per una voce particolarmente accurata, che avvengono attraverso il sistema di messaggistica, fanno sempre piacere… Ma anche l’utilità: dal punto di vista culturale io acquisisco informazioni da Wikipedia, che è una fonte inesauribile che si occupa del contesto globale e locale, e questo è un aspetto positivo e vincente. Tutti possono avere qualcosa da dire su Wikipedia, anche chi conosce delle ricette di cucina, o vuole raccontare il proprio quartiere, la propria parrocchia, il monumento “sotto casa”. Lavorano su Wikipedia molte più persone di quante si pensi, e spesso, sotto i nick, si celano anche grandi studiosi, che in maniera indiretta, ma lecita, fanno un po’ di “pubblicità” ai loro scritti, citandoli, opportunamente ed in maniera pertinente, in alcune voci. Citare il proprio libro o saggio in Wikipedia significa farlo uscire dal contesto di nicchia in cui si trova, ed inserirlo comunque in un contesto global“.

Cosa può distruggere Wikipedia

G.L.: “Non tanto il vandalismo, che è opportunamente tamponato, ma Wikipedia stessa nel momento in cui il suo modello diverrà desueto a causa dei cambiamenti tecnologici… il “formato Wikipedia” non è eterno: se torniamo indietro, la vera enciclopedia cartacea, che era necessario possedere in ogni casa, sembrava indistruttibile, eppure questa forma è stata superata. In futuro potrebbe esserci un ulteriore repentino cambio tecnologico“.

A che pro? Reputazione, gratificazioni, economia del dono. E incidenti di percorso

Sappiamo che tutto il dibattito sul web 2.0 è attraversato dal tema della gratuità dell’intelligenza collettiva messa al lavoro in realtà come i Blog, Wikipedia, il citizen journalism… Uno dei modelli più citati è quello dell’economia del dono (2) (M.Mauss) che individua nella reputazione, nella gratuità, e nella reciprocità il motore dell’agire umano, mettendo quindi in discussione il paradigma antropologico classico dell’homo oeconomicus.
Al di là del paradigma teorico, elaborato nel secolo scorso, sono esattamente legate a motivazioni altruistiche (reputazione, appartenenza comunitaria, reciprocità) le motivazioni messe in luce, tra gli altri, da Stacey Kuznetsov e da Oded Nov in recenti ricerche empiriche (3) sulle motivazioni dei wikipediani.
Tenendo a mente questo dibattito abbiamo chiuso l’intervista chiedendo a G.L. le motivazioni del suo impegno in Wikipedia.

G.L.: “In Wikipedia c’è una reputazione “diretta” che nasce dall’esperienza: chi lavora su Wikipedia da molti anni sa come vanno compilate le voci, usati i templates, inserite le immagini, curati gli indici, impostate le pagine e soprattutto conosce – e spesso insegna – la netiquette wikipediana e le procedure di wikificazione. C’è poi una reputazione “indiretta” che non è personale ma è collegata ad una singola voce, particolarmente citata e esauriente.
E’ vero che ciascuno di noi regala tempo, energie e competenze nella realizzazione di una voce, ma la soddisfazione, oltre al raggiungimento di una certa reputazione, consiste nel vedere che la propria voce viene citata! Quando, facendo una ricerca su Google, si scopre che la voce che si è creata appare al primo posto (e quindi è molto citata e popolare) beh, questa è una soddisfazione, che porta reputazione e autentico prestigio nella comunità wikipediana, perché se si è citati vuol dire che la voce è corretta equilibrata, esauriente, autorevole, sufficientemente approfondita. Scoprire poi che la propria voce è linkata da altri siti (spesso questo processo non è immediato, la voce viene “scoperta” citata e linkata anche mesi ed anni dopo la sua compilazione) è sempre una ricompensa al lavoro fatto. Così come è bello scoprire che le foto fatte da me o dai miei amici, e inserite nelle voci, hanno fatto il giro del mondo, e sono citate dappertutto.
Ma essere citati in altri siti non è sempre un premio. Talvolta il testo del proprio articolo viene copia-e-incollato integralmente da altri, senza citare la fonte (spesso senza malizia, ma per pura superficialità o sciatteria). Il problema è che, all’interno della comunità wikipediana, vige l’obbligo dell’originalità della singola voce, e quindi il divieto tassativo di copiare da altre fonti (pena la cancellazione e l’espulsione del compilatore). Su questo aspetto c’è molta vigilanza all’interno della comunità e, in casi sospetti, l’onere della prova di non aver copiato è tutta del compilatore della voce. Quindi, può capitare (ed è capitato!) che la voce di un wikipediano venga cancellata, ed il wikipediano sospeso, perché – fronte ad un sospetto di copiatura – egli non è stato materialmente in grado di provare di essere stato lui ad essere stato copiato, e non viceversa.
La morale è che, se non altro per il bene stesso dei wikipediani, quando si copia una voce si deve sempre dichiararlo!

Note
1) Su questo tema segnaliamo: Spiacenti, la conoscenza enciclopedica si è trasferita online. Wikipedia e le altre: un fenomeno in rapida espansione destinato a determinare cambiamenti di portata epocale / Fabio Metitieri, in: Biblioteche oggi Gennaio-Febbraio 2009, pp. 15-22, specialmente la parte in cui si intervista Maurizio Codogno, uno degli amministratori della Wikipedia italiana
2) Marcel Mauss, Saggio sul dono. Forma e motivo dello scambio nelle società arcaiche, (titolo originale Essai sur le don. Forme et raison de l’échange dans les sociétés archaïques, 1° ed. 1925), Einaudi, 2002
3) Motivations of Contributors to Wikipedia / Stacey Kuznetsov in: SIGCAS Comput. Soc., Vol. 36, No. 2. (Giu 2006)
What motivates wikipedians? / Oded Nov, in: Communications of the ACM, Vol. 50, No. 11 (Nov 2007)

PS. le immagini e i link interni all’intervista sono stati scelti dall’amministratore di Refkit e non dall’intervistato

PS2. In questa pagina della comunità i wikipediani italiani si auto-intervistano. Le domande sono piuttosto simili a quelle di questa conversazione, le risposte tutte molto belle, ironiche, e illuminanti. Grazie, quindi, alla Comunità dei wikipediani!

Una Risposta to “Conversazione con un wikipediano”

  1. giaccai Says:

    ho scoperto solo ora questo tuo vecchio post !!


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