Open access. La situazione italiana

26 marzo 2009

Continuiamo nostra personale rassegna degli spunti che ci ha offerto il Convegno Bibliostar (palazzo delle “Stelline”, Milano 16-17 marzo).
Abbiamo fatto cenno al movimento open access nell’edizione “ligure” del nostro corso di aggiornamento. A Milano Paola Gargiulo, nel workshop organizzato da Springer ed Aida ci ha offerto l’opportunità, attraverso il suo intervento “L’ Accesso Aperto in Italia“, di fare davvero il punto della situazione nazionale dell’open access.
L’intervento (ecco qui le slides) si focalizza su alcuni attori in gioco: la CRUI (e nello specifico il gruppo OA della Commissione Biblioteche CRUI) e i Consorzi (Cilea e Caspur), animatori e promotori di esperienze come Pleiadi, il Wiki sull’open access ed Aepic.
La Crui, che sostiene la Dichiarazione di Berlino, (documento alla base delle politiche open access in Europa), ha costituito al suo interno il Gruppo di lavoro sull’Open access, strumento operativo di monitoraggio e di studio su questo tema.
Tra le attività più recenti del Gruppo vanno ricordate le linee guida per il deposito delle tesi di dottorato, le raccomandazioni per una didattica OA, che faciliti la circolazione ed il riuso dei materiali didattici (abbiamo parlato, in questo blog dell’iniziativa del MIT “open courseware“), le linee guida (politiche, tecniche organizzative) per la creazione di archivi aperti e una rilevazione delle politiche delle parti in gioco nei confronti dell’accesso aperto. Una attività di monitoraggio ed impulso che -riteniamo- rappresenta un contributo utile per la comunità dei bibliotecari.
I consorzi (Cilea, Caspur) offrono servizi, formazione e tecnologia per le biblioteche digitali, e la concreta realizzazione di progetti open access. Tra le esperienze individuate nel seminario ricordiamo Aepic, un team Cilea orientato alla progettazione di soluzioni per l’editoria elettronica (archivi aperti biblioteche digitali, piattaforme e-publishing), Pleiadi, progetto Cilea-Caspur che permette un accesso unificato agli archivi e depositi istituzionali italiani, ed il wiki sull’open access, che a nostro avviso è una risorsa (in italiano!) insostituibile per chi vuole addentrarsi nel tema open access ed essere aggiornato sullo scenario italiano e non solo.
A che punto siamo nello sviluppo delle politiche Open access?
Il dibattito a fine seminario (affollatissimo, in sala piccola…) ha sottolineato luci ed ombre: da un lato notizie incoraggianti a livello internazionale (come questa) e -dall’altro- ancora una certa inerzialità del modello italiano, in cui, nonostante l’ampia adesione degli Atenei italiani alla dichiarazione di Messina gli open archives nazionali si popolano ancora con qualche lentezza di documenti e materiali.
Sta a noi bibliotecari, anche attraverso l’utilizzo di queste risorse in ambito di reference, promuoverne l’uso e la conoscenza…

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