E-journals: le strategie degli Atenei italiani. Un workshop

26 marzo 2009

Le riviste elettroniche dei grandi editori scientifici, gli Archivi aperti di tipo istituzionale o disciplinare sono molto spesso la “materia prima” delle nostre sessioni di reference. In un interessante workshop organizzato da Springer e Aida al Convegno Bibliostar, presso il palazzo delle “Stelline” a Milano il 16 marzo, abbiamo avuto l’opportunità di fare il punto, ma anche di aggiornarci sulle prospettive italiane di questo scenario. Tutte le slides del workshop sono disponibili QUI.
Sappiamo quanto la sottoscrizione alle riviste elettroniche pesi nelle scelte e nei budget degli Atenei: l’intervento di Maria Cassella: “I contratti di licenza di uso: criticità e modelli e-only: i risultati di un’indagine tra gli atenei italiani” ci aggiorna su alcuni punti, che proviamo a riassumere in questo post:
1) Alcuni consorzi (Caspur e Cilea) hanno adottato la pratica di autoarchiviare (local loading) nei loro server i contenuti in abbonamento, negoziando questa possibilità con gli editori
2) Max Planck Gesellschaft e le University of California Libraries hanno recentemente sottoscritto degli accordi con Springer che consentono agli autori di queste organizzazioni accademiche di pubblicare articoli ad accesso aperto nei titoli Springer senza costi addizionali (laddove la pratica in questi casi è l’ authors pay, l’autofinanziamento da parte dell’autore): per approfondire vedi qui
3) Gli esiti di un recente sondaggio effettuato nel settembre 2008 sugli SBA italiani (81 contattati, 48 rispondenti) indicano che l’ e-only sta diventando la modalità contrattuale prevalente: sono infatti 295 i modelli di contratto e-only stipulati dagli atenei italiani, fronte a 195 print+elettronico e 44 “solo print”.
Quali vantaggi/svantaggi dell’e-only? I vantaggi sono il risparmio di spazi (e quindi di costi), la possibilità di accedere ad un numero piu’ ampio di contenuti; gli svantaggi una negoziazione dei contratti più laboriosa e il problema della preservazione dei contenuti, laddove non sono possibili strategie di auto-archiviazione (che comunque comportano, in fase di start-up, costi e competenze).
E se la crisi economica globale “morde” un po’ ovunque, a risentirne sono anche le istituzioni accademiche, che, coalizzate in ICOLC (una coalizione internazionale di consorzi, a cui aderiscono, per l’Italia, Ciber, Infer e il gruppo di lavoro per le risorse elettroniche della CRUI) a gennaio 2009 hanno sottoscritto un documento: Statement on the Global Economic Crisis and Its Impact on Consortial Licenses dove si chiedono agli editori modelli economici flessibili e soluzioni creative che cerchino di evitare la perdita di contenuti informativi (contratti pluriennali, personalizzati, meno marketing per nuovi prodotti o piattaforme e piu’ titoli e contenuti).

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