Wikipedia è uno strumento molto utilizzato dai nostri utenti: ce ne siamo occupati, in questo blog, perchè pensiamo sia necessario, come bibliotecari di reference, avere piena consapevolezza dei meccanismi che sono alla base del suo funzionamento.
Secondo un articolo del New York Times pubblicato oggi, la versione inglese dell’enciclopedia (3 milioni di voci il 17 agosto, 10.374.000 utenti registrati) sta attivando delle nuove regole, che prevedono la “validazione” delle voci da parte dei redattori più esperti (gli administrators, che sono attualmente 1600 circa).
Quindi, cade la regola dell’ “open edit mode“ in base alla quale chiunque può inserire/emendare una voce.
In realtà le cose non stanno proprio così…
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Wikipedia: la fine dell’ “open edit mode”?
25 Agosto 2009Conversazione con un wikipediano
5 Aprile 2009Chi scrive su Wikipedia? Perché? Come funziona, dall’interno, questa struttura reticolare e complessa? Come si autoregola la comunità degli autori?
Abbiamo avuto l’opportunità di avvicinare G.L., studente ed utente della biblioteca dove lavoriamo, studioso di storia locale, autore da più di cinque anni di numerose voci di Wikipedia, e gli abbiamo posto alcune domande.
Abbiamo chiesto a G.L. di raccontarci la sua esperienza di wikipediano.
Questa conversazione, rivista ed approvata dal nostro interlocutore, ci offre una prospettiva ravvicinata del lavorìo che c’è dietro alla celebre enciclopedia libera (1).
Abbiamo articolato la conversazione in alcuni punti. Eccoli:
- Come si diventa wikipediani
- Vita da rete. Il lavoro di gruppo, la reciprocità
- Zonali, tematici, osservatori, ortodossi, neofiti: una tipologia dei wikipediani
- Costruire l’enciclopedia. Il processo di “wikificazione”
- Il punto di vista neutrale
- Il bello di essere wikipediano
- Cosa può distruggere Wikipedia
- A che pro? Reputazione, gratificazioni, economia del dono. E incidenti di percorso
I servizi messi a disposizione dalle biblioteche con e per l’utente. Un seminario
18 Marzo 2009Al Convegno Bibliostar, presso il Palazzo delle “Stelline” a Milano, abbiamo seguito alcuni seminari. In questo post vorrei segnalare:
“I servizi messi a disposizione delle biblioteche con e per l’utente“, co-organizzato da Cenfor e da Aida (associazione italiana per la documentazione avanzata) e introdotto da Serena Sangiorgi. Le slides sono disponibili QUI.
Il seminario era particolarmente coerente con i temi sviluppati in questo blog post-corso: dopo l’approfondito contributo di Bonaria Biancu sui mashups, vorrei segnalare l’intervento di Virginia Gentilini, che “fa il punto” su criticità e punti di forza di Wikipedia come strumento di reference, e sulle contromisure adottate dai competitor diretti: Britannica e, in Italia, Treccani. Virginia ha integrato i contenuti, già ricchi, delle sue slides con un post “ad hoc”, del suo blog, che riprende il titolo del suo intervento: “partecipazione e credibilita’ nell’epoca del reference 2.0“. Un altro punto importante del seminario curato da Virginia fa riferimento a due iniziative dei bibliotecari di reference: la prima “Slam the boards” ha come obiettivo concertare una presenza massiccia ed “autopromozionale” dei bibliotecari nei servizi di reference online, e la seconda fa riferimento a due esperienze, Hakia e Reference extract, pensate per mettere in gioco, in maniera complementare a Google, l’esperienza dei bibliotecari di reference.
Vorrei infine ricordare l’intervento di Mary Joan Crowley e Vincenzo d’Aguanno che racconta l’esperienza di “Cyber 23 library things” un percorso didattico di formazione agli strumenti web 2.0 in ambito bibliotecario intrapreso da Ciber, che attraverso un wiki, un blog, ed un percorso strutturato teorico-pratico ha modellato un ambiente didattico avvincente e vivace, con tanto di creazione di blog (e contest finale, se ho ben compreso) da parte degli utenti stessi del corso.
Un esempio di information literacy strutturato e serio, che ci incoraggia e ci offre spunti per fare meglio!

L'ultima slide del seminario sul progetto Ciber 23 libray things




