Posts Tagged ‘accesso_aperto’
JURN, una risorsa per le scienze umane
6 gennaio 2011JURN viene lanciato il 3 febbraio 2009, e indicizza inizialmente 850 articoli da Intute e DOAJ. Ad aprile JURN esce dalla versione alfa e a giugno 2009 si presenta nella sua versione definitiva. Leggi il seguito di questo post »
Archives ouvertes
3 maggio 2010
Da un memo su Twitter dell’ADBF (L’Associazione dei bibliotecari e documentalisti francesi), apprendo che è disponibile in linea un repertorio di risorse sull’open-access soprattutto (ma non solo) di ambito francese.
Il sito è curato da Hans Dillaerts, dottorando in Scienze dell’informazione, e da Hélène Bosc, presidente, all’interno dell’associazione Eurosciences, di un gruppo di lavoro dedicato alla pubblicazione scientifica. Obiettivo del sito è… Leggi il seguito di questo post »
Open access: un seminario a Genova. Report
3 agosto 2009Sull’ultimo numero (2/2009) di Vedi Anche, il notiziario della sezione Ligure dell’AIB, ho curato un breve report sul seminario “L’Open Access in pillole: principi teorici e applicazioni pratiche” condotto da Maria Cassella, per AIB Liguria, a Genova l’ 8 giugno.
Presto il numero di Vedi Anche sarà online (da non perdere il dibattito su “Censura in biblioteca”); nel frattempo ecco il testo del report:
CONDIVISIONE DEL SAPERE, AVANZAMENTO DELLA CONOSCENZA: UN SEMINARIO AIB-SBA SULL’OPEN ACCESS

Ci vuole EThOS
8 aprile 2009EThOS [Electronic Theses Online Service] è un nuovo servizio della British library (BL), attivo in fase beta dal 20 gennaio 2009, che permette di ricercare tra 250.000 tesi di dottorato delle maggiori università inglesi, e in alcuni casi, di scaricarle direttamente nel proprio Pc. Hanno aderito al progetto, ad oggi, 101 università . L’obiettivo principale di questa iniziativa è “dimostrare la qualità della ricerca nel Regno Unito“, favorendo gli investimenti nell’educazione superiore, ma anche offrire un unico punto (“hub“) di accesso alle tesi. Alcune, già digitalizzate, sono liberamente scaricabili (per accedere al servizio è però necessario registrarsi), per le altre è possibile compilare una richiesta online.
Open access. La situazione italiana
26 marzo 2009Continuiamo nostra personale rassegna degli spunti che ci ha offerto il Convegno Bibliostar (palazzo delle “Stelline”, Milano 16-17 marzo).
Abbiamo fatto cenno al movimento open access nell’edizione “ligure” del nostro corso di aggiornamento. A Milano Paola Gargiulo, nel workshop organizzato da Springer ed Aida ci ha offerto l’opportunità, attraverso il suo intervento “L’ Accesso Aperto in Italia“, di fare davvero il punto della situazione nazionale dell’open access.
L’intervento (ecco qui le slides) si focalizza su alcuni attori in gioco: la CRUI (e nello specifico il gruppo OA della Commissione Biblioteche CRUI) e i Consorzi (Cilea e Caspur), animatori e promotori di esperienze come Pleiadi, il Wiki sull’open access ed Aepic.
La Crui, che sostiene la Dichiarazione di Berlino, (documento alla base delle politiche open access in Europa), ha costituito al suo interno il Gruppo di lavoro sull’Open access, strumento operativo di monitoraggio e di studio su questo tema.
Tra le attività più recenti del Gruppo vanno ricordate le linee guida per il deposito delle tesi di dottorato, le raccomandazioni per una didattica OA, che faciliti la circolazione ed il riuso dei materiali didattici (abbiamo parlato, in questo blog dell’iniziativa del MIT “open courseware“), le linee guida (politiche, tecniche organizzative) per la creazione di archivi aperti e una rilevazione delle politiche delle parti in gioco nei confronti dell’accesso aperto. Una attività di monitoraggio ed impulso che -riteniamo- rappresenta un contributo utile per la comunità dei bibliotecari.
I consorzi (Cilea, Caspur) offrono servizi, formazione e tecnologia per le biblioteche digitali, e la concreta realizzazione di progetti open access. Tra le esperienze individuate nel seminario ricordiamo Aepic, un team Cilea orientato alla progettazione di soluzioni per l’editoria elettronica (archivi aperti biblioteche digitali, piattaforme e-publishing), Pleiadi, progetto Cilea-Caspur che permette un accesso unificato agli archivi e depositi istituzionali italiani, ed il wiki sull’open access, che a nostro avviso è una risorsa (in italiano!) insostituibile per chi vuole addentrarsi nel tema open access ed essere aggiornato sullo scenario italiano e non solo.
A che punto siamo nello sviluppo delle politiche Open access?
Il dibattito a fine seminario (affollatissimo, in sala piccola…) ha sottolineato luci ed ombre: da un lato notizie incoraggianti a livello internazionale (come questa) e -dall’altro- ancora una certa inerzialità del modello italiano, in cui, nonostante l’ampia adesione degli Atenei italiani alla dichiarazione di Messina gli open archives nazionali si popolano ancora con qualche lentezza di documenti e materiali.
Sta a noi bibliotecari, anche attraverso l’utilizzo di queste risorse in ambito di reference, promuoverne l’uso e la conoscenza…

http://www.openarchives.org/
I materiali didattici del MIT online per tutti
8 dicembre 2008Il celebre MIT dal 2002 rende disponibili gratuitamente online i materiali didattici dei propri corsi.
L’iniziativa, MIT OPEN COURSEWERE, ha ottenuto un successo senza precedenti: i primi learning objects resi disponibili (Meccanica classica ed Algebra lineare) hanno raggiunto un milione di contatti.
Attualmente sono disponibili 1800 corsi attivi, di tutte le discipline: da architettura a scienze umane e sociali, economia, tecnologia…
I documenti hanno forma di bibliografie (spesso linkabili), ma anche di vere e proprie lezioni, lectures, assignements (compiti da svolgere in aula) , slides pdf e video.
In un repository DSpace sono altresì disponibili i corsi archiviati suddivisi per disciplina/dipartimento.
L’utilizzo dei materiali dei corsi MIT è libero, e si basa su licenze Creative commons (nello specifico una licenza noncommercial / Share alike3.0/US). Questo tipo di licenza prevede l’obbligo della corretta attribuzione della paternità dei documenti, il divieto di utilizzo per fini commerciali, e l’obbligo di distribuire eventuali documenti derivati (“remixati”) dai materiali MIT con la medesima licenza (cioè alle medesime condizioni).
Il MIT, con questa dirompente iniziativa, aderisce all’ Open courseware Consortium, a cui collaborano numerose Università ed Enti di ricerca nel mondo (qui la lista).
Obiettivo del Consorzio è incoraggiare l’adozione di materiale didattico “open” nel mondo, in un’ottica di sostenibilità e riduzione dei costi.
Nel sito dell’Open courseware Consortium è disponibile e consultabile OCW Course finder, un vero e proprio motore di ricerca per recuperare i corsi per parola chiave.
L’output della ricerca è il link al sito appropriato dell’Università che ospita i materiali didattici corrispondenti.
L’iniziativa del MIT è certemente la più prestigiosa, ma non la sola, come emerge dagli archivi dell’Open courseware consortium, a cui -ad oggi- non aderisce nessuna università italiana.

Il sito web dell' Open courseware al MIT



