Il report 2011 “Seeking Synchronicity: Revelations and Recommendations for Virtual Reference” dice senza reticenze quello che forse un po’ tutti pensiamo: il virtual reference sincrono – quello che si effettua via chat, per intenderci, non piace a nessuno. Non piace ai bibliotecari (che preferiscono il reference faccia-a-faccia nel 70% delle interviste effettuate) e non piace soprattutto agli utenti: per i millennials (o screenagers, generazione abituata all’uso di schermi grandi e piccoli e nata dal 1979 al 94) è increscioso comunicare con un estraneo che non si conosce personalmente, rivelando i propri bisogni informativi, e quindi parte della propria privacy (qui forse sentiamo echi dell’allarmismo con cui si educano i teenager americani a diffidare dei contatti con estranei in rete).
Ma non piace nemmeno ai baby boomers (nati tra il 1946 e il 1964) – per ragioni tecniche (disagio a digitare rapidamente per esempio).
Quello che diventa importante, ancora una volta è il fattore umano, la relazione diretta e di fiducia con il bibliotecario come persona che crea relazioni significative.
La conclusione del report non è ovviamente che non si debba più fare VRS, servizio reference virtuale, ma molti suggerimenti e accorgimenti vengono indicati.
Primo fra tutti: nel VR (virtual reference) la “R” deve diventare “relationship” cioè il reference deve prima di tutto diventare costruttore di relazioni positive, di fiducia: solo attraverso un positivo -e non virtuale- rapporto faccia-a-faccia si può promuovere efficacemente il VRS.
In altre parole: “It’s not enough to put a link on your main library page” (non basta mettere un link nella home page della biblioteca).
Poi: bisogna agire in modalità pull non push, cioè dobbiamo spingere il servizio: non è solo marketing, ma messa a valore autentica di quanto si è costruito con gli utenti. Certo, anche il marketing aiuta, e l’indicazione è quella di disseminare un po ovunque nei locali della biblioteca QR code (*). Il report tace sull’uso di Facebook, peccato, perchè credo sia uno strumento importante per veicolare questo tipo di servizi, attivare fiducia e conversazione.
Molte indicazioni minuziose vengono date su come gestire la conversazione durante la sessione. Tutte cose che sappiamo già, e su cui non vale la pena soffermarsi, però due mi sono sembrate efficaci e vere: 1. mai dire all’utente “ha già consultato il catalogo?” (è ovvio che non l’ha fatto, ed è una domanda che lo mette subito in posizione difficile), e 2. non proporre sempre l’istruzione all’uso degli strumenti: spesso l’utente non la vuole, vuole solo le risposte, veloci e accurate.
A mio avviso il pregio di tutto il report, che è basato su un imponente lavoro di ricerca (focus groups, questionari online, analisi di centinaia di trascrizioni di sessioni chat) è che esso fa l’operazione culturale di togliere al “virtual reference” quella patina di impersonalità e di anonimato “telematico” che lo circonda (e lo impoverisce), restituendolo al contatto diretto – non banale – con l’utente.
—————
(*) Sul marketing in biblioteca con i QR code segnalo: Marketing e promozione dei servizi di biblioteca tramite i codici QR / Stefano Gambari, in: Bollettino AIB 2011 n. 1/2 p. 47-60.
(**) Una breve sintesi del report è stata pubblicata su Ciber newsletter il 25 luglio 2011.



27 gennaio 2012 a 2:12 pm
Gentile Laura,
nel rifare ed arricchire il sito web di Ifnet (www.ifnet.it) ho aggiornato le notizie relative a QuestionPoint (http://www.ifnet.it/o-c-l-c/questionpoint/) integrandole con elementi di approfondimento sul tema del reference digitale.
E’ stato così che mi sono imbattuto nella sua ottima sintesi ed ovviamente lei è ora “linkata” dalle nostre pagine.
Il rapporto di OCLC è citato all’interno di una sezione che ho voluto denominare Area professionisti e che vorrei alimentare con vari contributi.
Non mancherò di seguirla sul suo blog e di citarla ogni qualvolta lo riterrò interessante.
Sto anche stilando una mailing list di professionisti a cui dare notizia di novità interessanti; ho inserito anche lei, ma naturalmente non voglio essere invasivo e basterà avvisarmi per essere cancellata.
Complimenti ancora e buon lavoro.
Cordiali saluti
Gabriele Lunati
27 gennaio 2012 a 6:02 pm
Gentile Gabriele,
Grazie per il commento. Nelle sintesi cerco di inserire le mie opinioni, e auspico che siano oggetto di conversazione.
A margine, le segnalo che il primo link che indica nel suo commento da attualmente “404 not Found”; vedo che i link di ifnet.it sono in genere numerici “/?page_id=XXX”.
cordialmente, laura testoni.