Se l’information literacy è un framework (allora tutto è possibile)

3 aprile 2014

information literacy
Tutti coloro che si occupano di Information literacy nelle università conoscono gli Standard sulla competenza informativa per gli studi universitari: un documento pubblicato da ACRL (1) nel 2000, tradotto in italiano dall’AIB nel 2003.
Un documento ormai decisamente superato, se è vero che già nel 2012 la sezione information literacy standards dell’ACRL ha pubblicato raccomandazioni urgenti per una radicale revisione.

Cosa non va oggi di questi standard del 2000? Tutto. Leggi il seguito di questo post »


Quali literacy al tempo dei social network?

13 marzo 2014

Il 13 marzo ho avuto l’opportunità di presentare un paper al convegno “La biblioteca connessa. Come cambiano le strategie al tempo dei social network” meglio noto come “convegno Stelline” (si svolge ogni anno presso il Palazzo delle Stelline di Corso Magenta a Milano).
Il mio intervento era inserito nella sessione “Apprendere con i social network: biblioteche accademiche a un bivio”.
Il paper è stato distribuito ai partecipanti a cura dell’Associazione Biblioteche oggi, ed è disponibile nel bookshop del’Editrice bibliografica.
In questa pagina metto a disposizione le slide, necessariamente sintetiche rispetto al testo,e la bibliografia Leggi il seguito di questo post »


I Mooc e le biblioteche (due commenti a margine di un articolo)

12 gennaio 2014

logo JLIS

Cosa sono i MOOC? Cosa c’entrano con le biblioteche?
Ho avuto l’opportunità di pubblicare su JLIS (Rivista italiana di biblioteconomia e scienza dell’informazione) un contributo sui MOOC in cui cerco di fare il punto su come le biblioteche accademiche possono essere presenti e incidere su questa peculiare modalità formativa accademica digitale di massa. MOOC significa Massive open online courses, cioè corsi online massivi (frequentati da più persone simultaneamente), gestiti completamente online.
L’articolo è anche una introduzione ai MOOC quindi, se volete capire meglio cosa sono i MOOC e da dove vengono, può essere utile leggerne l’introduzione.

Nel contributo scritto per JLIS aggiungo alcuni elementi di riflessione su come le biblioteche accademiche possono portare la loro expertise dentro questi corsi universitari online: ALA, Ifla, Oclc, JISC si sono già poste il problema, offrendo occasioni di approfondimento e qualche risposta.

- In questo post aggiungo una suggestione, appena sfiorata nell’articolo pubblicato
I MOOC sono diventati molto noti (perfino troppo, forse) negli Stati uniti; ma anche l’Unione Europea guarda con interesse a questo tipo di formazione permanente attraverso il portale Open education Europe che raccoglie tutti i materiali didattici aperti, con particolare attenzione ai MOOC europei che sono aggregati in un European MOOC scoreboard. Alla base di questa risorsa c’è una posizione della Commissione europea sulla necessità di incoraggiare le iniziative didattiche aperte e innovative.

- Aggiungo anche un piccolo aggiornamento (l’articolo pubblicato è stato redatto a settembre, anche se mi è stato possibile fare qualche piccola revisione a Novembre).
Le università italiane coinvolte nei MOOC sono ad oggi due:
Università Sapienza di Roma che su Coursera ha in programma 3 corsi di cui due già calendarizzati e di prossimo inizio;
Università Bocconi di Milano che sempre su Coursera ha in programma 3 corsi.


Google Helpouts, alla ricerca dell’esperto su misura

16 novembre 2013
L'esperto risponde

Si chiede un appuntamento all’esperto

Segnalo un servizio di Google inaugurato il 5 novembre. Si tratta di Helpouts, e permette di richiedere consulenze personali a un “esperto”.
[Aggiornamento 3 dicembre 2013: tra gli esperti proposti da Google helpouts non poteva mancare un reference librarian]
Come funziona Leggi il seguito di questo post »


Contro il colonialismo digitale. Un libro da leggere, un dibattito aperto.

18 agosto 2013
copertina del libro Contro il colonialismo digitale di Roberto Casati - Laterza 2013

Roberto Casati, Contro il colonialismo digitale : istruzioni per continuare a leggere. Laterza, 2013

Questo libro di Roberto Casati è scritto benissimo, e leggerlo è davvero piacevole: lo sottolineo in premessa perchè nella saggistica la felicità di scrittura non va mai data per scontata.

Ne consiglio vivamente la lettura ai bibliotecari perchè i temi affrontati sono, come vedremo, al centro delle discussioni che da tempo animano la nostra comunità; ma anche perchè è un libro documentato, pieno di ritmo, che assume il canone agile ma solido del pamphlet, del libro a tesi strutturate e argomentate; perchè infine invita ad una conversazione alla quale è difficile sottrarsi.

Per me, il problema di questo libro è l’ambivalenza: contiene infatti considerazioni che condivido in pieno – ne accenno nella seconda parte della recensione – accanto a (e a supporto di) una tesi di fondo che, invece, mi lascia perplessa.

Partiamo dalla tesi di fondo. Leggi il seguito di questo post »


1 luglio 2013

1 agosto 2013

A partire dal 1 luglio 2013 la Gazzetta ufficiale dell’Unione europea su carta cessa di avere valore legale, mentre assume valore legale solo ed esclusivamente la versione online certificata disponibile nella base dati Eur-lex.
In questo post vediamo come le Istituzioni dell’Unione – e nello specifico l’Ufficio delle pubblicazioni – hanno gestito questa concreta smaterializzazione dei documenti ed il passaggio al digitale.
Va ovviamente chiarito un punto: la Gazzetta ufficiale dell’UE è gratuitamente a disposizione online dagli anni ’90 del secolo scorso; tuttavia, fino al 1 luglio solo la carta aveva valore legale, dopo il 1 luglio solo il digitale ha valore legale (produce effetti giuridici).
Alla base di tutto c’è il Regolamento UE 216/2013 del 7 marzo 2013 in cui il legislatore, dopo aver osservato che la pubblicazione in formato elettronico della GU permette un accesso al diritto dell’Unione più rapido e economico (non dimentichiamo che gli atti normativi sono pubblicati nell 24 lingue ufficiali dell’UE), sottolinea che l’Agenda digitale europea promuove l’accesso online ai documenti digitali.
Va tuttavia garantita “l’autenticità, l’integrità e l’inalterabilità” della pubblicazione elettronica, attraverso “una firma elettronica avanzata, basata su un certificato qualificato”.
Il formato elettronico certificato è gratuitamente disponibile sul database Eur-lex. L’ufficio pubblicazioni è infine responsabile della conservazione e l’archiviazione dei documenti elettronici e il loro trattamento in linea con i futuri sviluppi tecnologici.

In concreto, l’accesso alla Gazzetta certificata avviene nel nuovo sito del database eur-lex, rinnovato a marzo 2013.
I formati disponibili sono html (non certificato) e pdf (certificato). Si tratta nello specifico di Pdf-A-1a un tipo di pdf che incorpora in se’ tutti gli elementi del documento più i metadati. Se attraverso Adobe reader si modifica il file conseguentemente se ne modifica la struttura interna falsificandolo.
Nel portale Eur-lex viene indicato il modo per testare l’autenticità del documento. Leggi il seguito di questo post »


Rilanciare SBN: un’occasione da non perdere

18 giugno 2013

Siamo bibliotecari e information workers, lavoratori dell’informazione.

Riteniamo che la conferenza che si svolgerà a Roma il 20 giugno 2013, “Rilanciamo il Servizio bibliotecario nazionale” sia una buona occasione per ragionare e discutere.

Ringraziamo l’AIB tutta, e la Sezione Lazio dell’Associazione italiana biblioteche che si sono adoperate perché questa conferenza possa avere luogo, e per aver convocato relatori di indiscussa autorevolezza.

Riteniamo che l’eventuale presenza delle più alte cariche istituzionali sia una opportunità ed un segnale importante da parte della politica.

Chiediamo anche, ed è per questo che ospitiamo questa pagina redatta collegialmente nei nostri blog, che questa occasione non vada perduta, e proviamo quindi a stilare una lista delle occasioni da non perdere.

Non dissipare il consenso e l’attenzione verso SBN
La notizia della riduzione dei finanziamenti all’ICCU per la gestione dei servizi SBN ha prodotto in rete, un luogo che abitualmente abitiamo per necessità professionale, una reazione vasta e inattesa, che ha superato le mura dell’ICCU e le stanze dei bibliotecari catalogatori.
Ci sembra una cosa straordinaria, e chiediamo che l’ICCU non dissipi questo patrimonio di consenso e di attenzione che in molti gli hanno tributato.

Chiedere alla Politica di fare politica
I finanziamenti per salvare l’esistente sono fondamentali, ma chiediamo alla Politica di fare la politica, adottando, ben consigliata, una vision strategica su SBN e investendo in innovazione. Cioè in cervelli, in progettualità e persone in grado di realizzare in modo definitivo una politica di apertura – ed esposizione in dataset scaricabili e in formati standard – dei dati bibliografici al fine di consentirne il riuso in altre piattaforme che non può più essere rinviata o dichiarata solo come petizione di principio senza un riscontro operativo.

Apertura dei dati bibliografici. Dare risposte concrete, non di circostanza
Il Decreto Legge 18 ottobre 2012, convertito in legge il 17 dicembre modifica il Codice dell’amministrazione digitale. Le modifiche apportate hanno introdotto una novità: l’assunzione, con decorrenza dal 18 marzo 2013, del principio “open by default” per dati e informazioni prodotte dalle PA con fondi pubblici. In mancanza di una licenza che dispone diversamente, i dati dovranno essere disponibili al cittadino, in modo trasparente e aperto.

Posto che l’open by default è stabilito dalla legge ed è già operativo, vorremmo conoscere i progetti dell’ICCU a proposito dei dati bibliografici (e non solo) prodotti da SBN/ICCU.

Le indicazioni alla pagina:
http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/MenuPrincipale/Trasparenza/Open-Data/index.html
sono sicuramente un punto di partenza, ma ci pare si possa fare di più.

Ricordiamo che l’apertura e l’esposizione dei dati, bibliografici in dataset liberamente scaricabili (e non solo), costituisce una enorme ricchezza ed una potenzialità di sviluppo economico.

Già un esempio di buona pratica c’è stato con il Thesaurus della Biblioteca nazionale centrale disponibile in SKOS/RDF e che viene ora usato anche dalla versione italiana di Wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:PuntanoQui/Template:Thesaurus_BNCF
a oggi il Thesaurus integra nella sua struttura 11.757 collegamenti alla Wikipedia e la versione SKOS/RDF del Thesaurus http://thes.bncf.firenze.sbn.it/thes-dati.htm registra 11.185 collegamenti a DBpedia

Open data, Linked data: fare come in Gran Bretagna, Francia, Svizzera, Spagna, Germania
Ci piacerebbe che le pagine web dell’ICCU dedicate a SBN ospitassero pagine con indicazioni sui dataset scaricabili come quelle già visibili sui siti web delle grandi biblioteche nazionali:
British Library http://www.bl.uk/bibliographic/datafree.html
Bibliothèque Nationale de France http://data.bnf.fr/about ; http://data.bnf.fr/licence
CERN Library (CH) http://library.web.cern.ch/library_projects/bookdata
Biblioteca Nacional de España http://www.bne.es/en/Inicio/Perfiles/Bibliotecarios/DatosEnlazados/
Deutschen National Bibliotek http://www.dnb.de/DE/Service/DigitaleDienste/LinkedData/linkeddata.html

Cosa c’è in programma?
Quali passi si stanno muovendo?

Entrare nel merito, rispondere, ascoltare
Nei cinque minuti a disposizioni molti interverranno nel merito rispetto a questi temi, e su altri temi, più tecnici, ma non meno pregnanti, che riguardano la reale e operativa interoperabilità dei dati bibliografici che produciamo, e la loro reale compatibilità e aderenza a progetti internazionali come il VIAF: Virtual International Authority File http://viaf.org/

Questo testo è stato redatto grazie alle discussioni avvenute all’interno della lista di discussione per bibliotecari e wikipediani. Ci piacerebbe vedere condivise queste righe anche nelle pagine di altri blog. Invitiamo chi ci sarà a provare un live tweet dell’evento, utilizzando l’hashtag #nuovosbn

Firmatari
Giulio Bonanome
Enrico Francese
Silvia Franchini
Elisabetta Francioni
Virginia Gentilini
Susanna Giaccai
Andrea Marchitelli
Raffaele Messuti
Pierfranco Minsenti
Stefania Puccini
Laura Testoni
Simona Turbanti
Andrea Zanni

Questo testo sta per essere pubblicato / sarà pubblicato nei Blog seguenti
Giulio Bonanome http://inthemoodforlibrary.wordpress.com
Enrico Francese http://fraenrico.carcosa.it
Virginia Gentilini http://nonbibliofili.wordpress.com/
Susanna Giaccai http://giaccai.wordpress.com/
Andrea Marchitelli http://andreamarchitelli.it/actual/2013/06/18/rilanciare-sbn-unoccasione-da-non-perdere/
Francesco Piras http://www.francescopiras.it/wordpress/?p=106
Stefania Puccini http://informiamocifacendo.wordpress.com/
Laura Testoni http://refkit.wordpress.com/
Andrea Zanni http://aubreymcfato.com


Facebook e gli hastag (www. facebook. com / hastag / sapevatelo)

15 giugno 2013

Facebook annuncia (e rende operativa) l’introduzione dell’hastag, cioè del “cancelletto” # che precede una parola e serve per etichettarla, per renderla un elemento ricercabile(1).

Come noto gli hastag sono alla base della comunicazione su Twitter: scrivere #nuovosbn su un tweet significa associare il proprio post a tutti gli altri post che comprendono la stessa espressione.

Quindi, analogamente, se in un post su facebook scrivo “#nuovosbn” questa parola diventerà un hyperlink che mi permetterà di recuperare tutti gli altri post che contengono “#nuovosbn”.
Ma posso usare l’hastag anche come strumento di ricerca dentro Facebook:
Se scrivo #occupygezi nel box di ricerca in alto

occupygezy

avviene che:
mi viene proposta una nuova “entità”: hastag, con la possibilità di visualizzare:
- tutti i post dei miei amici o delle fan page che ho sottoscritto che contengono la parola “occupygezi”, ma anche
- tutti i post il cui autore ha settato le policy in modo generoso, permettendo cioè a tutto il mondo di vedere i suoi contenuti.
Funziona anche se nel mio browser digito https://www.facebook.com/hashtag/occupygezi (semprechè io sia iscritta a Facebook, che resta un “giardino chiuso”).

Ecco perchè, a mio avviso, la ricerca per hastag è molto potente, ecco perchè è utile settare in modo consapevole la propria privacy su Facebook, ecco perchè l’hastag aiuta molto il business: le fan page di prodotti e servizi producono post sempre aperti a tutti.

Alcuni diranno: “cosa cambia“? Dopotutto Facebook introduce una feature già presente su Twitter fin dalle origini.

Certo, ma Leggi il seguito di questo post »


#salvatesbn (fate girare!)

22 maggio 2013

salvatesbn
L’otto maggio su aib-cur, la mailing list dei bibliotecari italiani (più di 6000 iscritti) leggo la notizia, tratta da un lancio ansa, riguardo ad una possibile chiusura per mancanza di fondi di opac sbn, il catalogo che permette ad accedere alle notizia bibliografiche e alle localizzazioni prodotte negli anni da moltissime biblioteche italiane. La notizia rimbalza su Corriere della Sera, La Stampa e altri quotidiani. Leggi il seguito di questo post »


Tutto quello che avreste voluto sapere…

16 maggio 2013

kit di sopravvivenza del lettore digitale

La copertina del libro

Ho avuto il piacere e l’opportunità di scrivere un capitolo del libro: Kit di sopravvivenza del lettore digitale, un progetto di Tropico del Libro (blog su tutto quello che riguarda l’editoria elettronica) e dell’editore Quintadicopertina.
Il libro è gratuitamente scaricabile in formato pdf, epub e mobi.
E’ composto di brevi capitoli che indagano diversi aspetti del libro digitale, ed è pensato per tutti coloro che desiderano conoscere – attraverso uno strumento agile e non didascalico – tutti gli aspetti dell’e-book. Il Kit ci accompagna attraverso l’esperienza di lettura (cosa cambia con il digitale?), l’esperienza di acquisto (dove, a che prezzo, con il tuo libraio di fiducia), l’esperienza di condivisione (punto delicato nel libro fatto di bit). Si ragiona infine sulle responsabilità: diritti (e qualche dovere) del lettore digitale.
Quale è la scommessa di questo prodotto editoriale?
Una è la gratuità: gli autori, i curatori, gli editori hanno lavorato gratuitamente per offrire un prodotto che serva da stimolo a provare, sperimentare, innovare. Abbiamo bisogno di questo.
La seconda è la semplicità: i testi sono coincisi: si può fare buona divulgazione anche su aspetti tecnici e apparentemente complessi.
E’ un kit, uno strumento, un utensile, come suggerisce la copertina: i numerosi link a risorse esterne, e le note permettono di ampliare l’orizzonte, sperimentare siti, verificare risorse, farsi un’idea.
Non solo “sopravvivere” insomma, ma esplorare alla grande.
Usatelo, fatelo usare.


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